È stato presentato oggi, 16 maggio 2017, il XIX° Rapporto sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati, in occasione del Convegno “Università e Skill nella seconda fase della globalizzazione”. Il rapporto è stato presentato all’Università di Parma ed è il frutto di un’indagine che ha coinvolto 71 università sulle 74 aderenti al Consorzio AlmaLaurea. Oltre 270mila laureati sono stati coinvolti nello studio: 156mila triennali o di primo livello, 79mila riguardanti i percorsi magistrali biennali e 34mila riguardanti il ciclo unico.

Ecco cosa esce dal Rapporto 2017 di AlmaLaurea

Il 47% dei laureati ha conseguito il titolo nella medesima provincia ove ha concluso gli studi di scuola media secondaria.

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Il 26% ha ottenuto il titolo in una provincia limitrofa rispetto a quella ove ha conseguito la maturità. Il restante 27%, invece, si è allontanato notevolmente dalle aree degli studi superiori, in molti casi andando direttamente all’estero. Sale la quota di laureati con cittadinanza estera, che ora tocca il 3,5% (4,6% nei corsi magistrali biennali), crescendo dell’1,2% rispetto al 2006. Il 59% dei laureati stranieri è arrivato in Italia dopo il diploma di scuola secondaria superiore. Passa dal 28% del 2011 al 49%, invece, la percentuale di coloro che provengono da famiglie già residenti in Italia e ottengono il diploma di scuola secondaria di secondo grado. Il 53% dei laureati proviene dall’#europa, seguito dal continente africano (14%), dalle Americhe (10%) e dalla Cina (9%). Secondo l'UNESCO, l'Italia è decima nel mondo per attrattività universitaria.

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Rapporto AlmaLaurea, quanto pesa l'ambito familiare

Secondo il Rapporto AlmaLaurea, l’ambito familiare sembra pesare sull’istruzione universitaria. Il 29% dei laureati hanno almeno un genitore che ha conseguito un titolo universitario. Chi proviene da famiglie con un livello culturale più elevato, tende a scegliere corsi di laurea magistrale a ciclo unico, rispetto al “3+2”. Nel 2016, l’età media per la laurea è stata pari a 26,1 anni: 24,9 anni per i laureati triennali, 26.9 per i magistrali a ciclo unico e 27.5 per i laureati magistrali biennali. Nel 2006, l’età media per la laurea era 27.1 anni. Nel 2006, il 34% dei laureati concludeva gli studi in corso; oggi, la percentuale è al 49%. 10 anni fa, il 20% degli studenti andava fuori corso, oggi la percentuale è intorno al 10. Il voto medio di laurea è 102,5 /110 (nel 2006 era 102,8 / 110): 99.6 per i laureati triennali, 104.2 per i magistrali a ciclo unico e 107.7 per i magistrali biennali. Sale la percentuale di laureati con esperienze di studio all’estero riconosciute (es.: Erasmus): 10.6% contro il 7.6% del 2006.

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Comincia infine a formarsi la figura del laureato con apprezzabili conoscenze linguistiche: la percentuale di coloro che hanno una buona conoscenza dell’inglese, infatti, si aggira tra il 76 e l’80%. I dati appena elencati sono solo una piccola parte dello studio AI dati appena elencati sono solo una piccola parte dello studio di Almalaurea. Per leggere il rapporto completo, infatti, è necessario andare sul sito internet dell’autore dello stesso. #Università