Si terranno oggi 9 maggio le #Elezioni per il nuovo presidente della #corea del sud. In largo anticipo rispetto a quelle previste per dicembre, che avrebbero visto la fine naturale del mandato della presidente Park Geun-hye, se non fosse stata destituita dalla carica il 10 marzo 2017. La figlia dell’ex-dittatore coreano Park Chung-hee, dopo l'#impeachment votato dal Parlamento nel dicembre del 2016, è finita in carcere per corruzione e altri reati. Uno scandalo che ha portato Hwang Kyo-ahn, già primo ministro durante la presidenza della Park, a ricoprire ad interim la carica di Capo dello Stato. Hwang non compare tra la lista dei candidati delle elezioni odierne.

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Il favorito alle presidenziali

13 i candidati in lizza, tra cui compare solo una donna. Occhi puntati soprattutto sui due candidati liberali: il democratico Moon Jae-in, dato per favorito da tutti i sondaggi con oltre il 40% delle preferenze, e il conservatore Hong Joon-pyo, che lo segue al 18%. Nel programma politico del leader del centro-sinistra Moon Jae-in, alla guida del Partito Minju, il rilancio dei rapporti con la Corea del Nord, dare uno scossone all’establishment e l’impegno per una maggiore equità sociale. Moon, membro dell'Assemblea Nazionale e si era già presentato alle elezioni presidenziali del 2012, uscendone sconfitto. Il grande favorito alle elezioni è figlio di fuggiaschi dal regime comunista, ma non ha mai perso la sua fede negli ideali di sinistra.

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È un avvocato e un attivista dei diritti umani.

Gli altri candidati

Quasi alla soglia del 20% altri due candidati: il 62enne conservatore Hong Joon-pyo, alla guida del Partito delle Libertà – erede della linea più “moderata” del Partito Saenuri, lo stesso della ex presidente – sostiene la linea dura con il dittatore nordcoreano Kim Jong-Un, che ha già minacciato di prepararsi al peggio se viene eletto. Al governatore della provincia del Gyeongsang Meridionale è stato affibbiato dalla stampa il nomignolo “Hong-Trump”, a causa dei suoi commenti sessisti - “le donne devono restare a casa, a lavare i piatti” - e delle sue affermazioni controverse, come le promesse di guerra rivolte agli omosessuali. Dato al 18% anche il 55enne Ann Cheol Soo, leader del Partito del Popolo, ex medico ed ora imprenditore informatico miliardario. Il ricchissimo magnate del software si presenta come l’uomo nuovo di cui la Corea ha bisogno, anche se non ha nessuna esperienza di governo. Un Trump coreano, insomma, che ha dichiarato di voler governare il Paese proprio grazie alle sue competenze imprenditoriali.

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Con Donald Trump ha in comune due cose: l’università, ha frequentato la Wharton School dell’università di Pennsylvania, e l’avere alle spalle una famiglia ricchissima. L’unica donna nella lista dei candidati è Sim Sang-jung, a capo del Partito Jeongui (Partito della giustizia), con una lunga esperienza di governo – è membro dell’Assemblea Nazionale per la provincia di Goyang. Amata soprattutto dai giovani coreani, è la rappresentante della sinistra più progressista, soprattutto per quanto riguarda i diritti civili, anche se si dichiara contraria ai matrimoni omosessuali.