Il Ministro dell'Interno di Teheran, poco fa, ha annunciato la vittoria di #Rouhani nelle #Elezioni presidenziali. Anche se i risultati definitivi arriveranno alle ore 14 locali, con un comunicato ufficiale, il vantaggio del candidato moderato è già abbastanza netto da far pensare alla sua elezione ufficiale. Rouhani ha infatti conquistato il 56,3%, contro Raisi che ha ottenuto il 38,99%, mentre Mostafa Mirsalim e Mostafa Haschemi Taba, gli altri due candidati rimasti in gara, il primo conservatore e il secondo riformista, insieme non sono nemmeno arrivati al 2% dei voti. L'affluenza alle urne è stata del 70%, tanto che la chiusura dei seggi è stata posticipata per ben due volte nell'arco della giornata.

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Lo scrutinio dei voti non è ancora stato completato, ma dovrebbe essere concluso tra breve.

L'importanza di questo voto per l'Iran

Il voto era molto delicato per l'Iran in quanto non si è scelto solamente il nuovo presidente del governo, ma anche la politica futura da seguire nei rapporti interni ed esterni dal paese. Negli ultimi anni, infatti, l'amministrazione moderata, capitanata proprio da Rouhani, ha puntato sempre più ad un'apertura verso l'occidente, introducendo una maggiore libertà per la popolazione ed elementi legislativi che hanno portato l'#iran sempre più verso la strada della democratizzazione. Il percorso proposto da Raisi durante la campagna elettorale, invece, più che portare verso il rinnovamento del paese, sembra voler far ritornare indietro l'Iran di anni.

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Anche il candidato accettava alcuni aspetti dell'operato del governo uscente, le sue idee contrastano nettamente con il lavoro fin qui svolto da Rouhani.

Lo scontro Rouhani-Raisi in campagna elettorale

La scelta, quindi, più che tra i due candidati come persone, riguardava la gestione e il futuro della Repubblica iraniana, dove alla progressiva modernizzazione e apertura del governo Rouhani si contrapponevano le pesanti critiche di Raisi. Quest'ultimo, infatti, senza mezzi termini ha pesantemente attaccato il lavoro svolto dalla precedente amministrazione, accusandola di essere stata un fallimento in molti campi e, soprattutto, di essere stata la principale responsabile dei problemi economici dell'Iran. La risposta Rouhani è stata molto dura. Il candidato moderato ha dichiarato che esistono persone che vogliono far restare il paese nel clima di violenza e oppressione già sperimentato anni fa. Prima che le urne si aprissero, inoltre, l'ex presidente (e sempre più probabile nuovo presidente), ha seccamente avvertito le Guardie rivoluzionarie e i basiji, entrambi controllati dai conservatori, di tenersi lontani dalle urne, onde evitare gli scontri violenti avvenuti in occasione delle elezioni presidenziali del 2009. In quell'occasione, infatti, i due corpi furono accusati di aver truccato il risultato finale.