Questo venerdì 19 maggio a margine del convegno "Mattoni 4.0" organizzato dai Giovani di ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) svoltosi a Roma, Blasting News ha intervistato in esclusiva l'onorevole Guglielmo Epifani, deputato di Articolo 1 - MDP e presidente della Commissione Attività Produttive della Camera. Ecco che cosa ci ha detto.

Il parere di Guglielmo Epifani sull'orario di lavoro e sulle nuove norme che sostituiranno i voucher

Onorevole Epifani, nel suo intervento in plenaria ha fatto riferimento al forte aumento della produttività che sta caratterizzando l'economia; cosa ne pensa della proposta che in molti avanzano in Europa di ridurre l'orario di #Lavoro a parità di salario?

"Io penso che di fronte al fatto che molte aziende attraverso l'utilizzo delle trasformazioni tecnologiche, che vanno sotto il nome di Industria 4.0, realizzeranno sempre più aumenti di produttività, è evidente che una parte di questa produttività andrà utilizzata per salvaguardare al meglio l'occupazione.

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Quindi il tema della riduzione dell'orario di lavoro ritorna più forte che nel passato. Il problema sarà farlo a livello di accordi aziendali e non a livello legislativo, in secondo luogo andrà fatto non riducendo l'orario settimanale ma rimodulando il lavoro sui giorni della settimana. Cioè non passando, ad esempio, da 35 a 30 ore, ma passando da cinque di lavoro a tre giorni e mezzo. Io credo che questa sia la ricetta per il futuro".

Recentemente sono stati abrogati i voucher, ma permangono ancora tutte le tipologie di lavoro che essi regolavano, quali novità legislative crede siano necessarie per colmare questo vuoto normativo?

"Guardi, io penso che si è voluto evitare il referendum, si sono abrogati i voucher e adesso se si reintroducono peggiorati non è dal punto democratico il tutto regge.

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La cosa che il Governo dovrebbe fare è aprire al più presto un confronto con le parti sociali e poi stabilire cosa fare. Lo aveva promesso Gentiloni, non so se si sta facendo, ma se non si andasse in questa direzione io lo giudicherei un grave errore: tale atteggiamento sarebbe un vulnus".

'Il Rosatellum può accentuare il trasformismo. Non possiamo fare accordi con chi dice che va tutto bene'

Passando su temi più strettamente politici, in queste ultime ore si parla molto di #legge elettorale e in particolare di "Rosatellum": qualcuno propone alleanze che vadano da voi di MDP fino ad Alfano. E' possibile secondo lei?

"Questa proposta di legge elettorale che è stata da poco tirata fuori consente di avere alleanze fra le più improprie e vaste, senza un minimo di collante che invece veniva dato da un sistema basato sulle coalizioni, nel quale oltre alla coalizione si poteva scegliere anche il partito. Da questo punto di vista mi pare una proposta molto delicata perché rischia di accentuare il trasformismo".

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Ultima battuta, è ancora possibile fare un'alleanza di centrosinistra con il #Pd di Renzi?

"Il problema è il merito delle cose e non il chi. E' chiaro che noi non possiamo fare un accordo se si dice che il Jobs Act va bene, che i risultati economici sono tutti positivi, che l'occupazione sale, che la Buona Scuola è una legge buona. Ecco, così non si può fare perché noi pensiamo esattamente il contrario".