Sono quattro le attuali primo ministro donne in #europa. Concentrate nel nord del continente, le prime donne della politica europea sono accomunate dal carattere forte, la favella facile, il decisionismo politico e l’essere alla guida di partiti di destra. Angela #merkel viene considerata la “donna più potente al mondo”; la britannica #theresa may intavola un braccio di ferro con Bruxelles sulla Brexit; la leader norvegese Erna Solberg non nasconde le sue idee anti-immigrazione e l’elezione a primo ministro della polacca Beata Szydlo ha gelato Bruxelles per la sua politica anti-Ue.

La vittoria di Macron e la candidatura di una donna a capo del governo

Sconfitta Marine Le Pen in diretta televisiva.

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La vittoria di Macron sulla leader di Front National al ballottaggio del 7 maggio, data ormai per scontata dai media, dà il via al toto-premier. Tra le ipotesi più accreditate dalla stampa, vi è quella della consegna delle chiavi dell’Hotel de Matignon a una donna. A tre giorni dalla seconda tornata elettorale, il settimanale francese Le Point traccia l’identikit del probabile candidato alla carica di primo ministro francese. Il tabloid, basandosi su fonti dell’entourage di Macron, dà quasi per scontato che si tratti di una donna; se venisse nominata sarebbe la seconda a guidare il governo in Francia. L’unica a ricoprire finora la carica di primo ministro del paese Transalpino è stata Édith Cresson, tra il 15 maggio 1991 e il 2 aprile del 1992, durante la presidenza di François Mitterand.

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Le probabili candidate alla guida del governo francese

Tra i nomi apparsi sulla stampa figura la 63enne Segolene Royal, ex candidata socialista alle presidenziali francesi ed ex moglie del presidente uscente Hollande. La Royal non è però ai vertici della classifica stilata dai media in quanto non la si può certo definire “un volto nuovo” della scena politica francese. Secondo Le Point è più probabile che Macron punti sull’europeista Sylvie Goulard soprattutto perchè non è mai stata ministro (uno dei punti cardini su cui il futuro presidente baserebbe la sua scelta per la carica di primo ministro). La Goulard ha però curriculum di tutto rispetto: un’esperienza parlamentare - ha lavorato al ministero degli esteri durante i negoziati sulla riunificazione tedesca; è stata consigliere politico di Romano Prodi alla Commissione Europea dal 2001 al 2004; e collaboratrice di Valéry Gisgard d’Estaing per la costituzione europea. Il terzo nome apparso è quello della 65enne centrista Anne-Marie Idrac, ministro ai trasporti con Chirac e al commercio estero con Sarkozy; proprio perchè considerata una politica di grande esperienza, viene posta all’ultimo posto della classifica delle probabili candidate alla prima carica di governo – si pensa, infatti, che Macron vorrebbe un primo ministro con esperienza ma che sia allo stesso tempo un volto nuovo della politica francese.

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Le prime donne dei paesi europei

Pensando ai capi di governo “in gonnella” il primo nome che salta in mente è quello di Angela Merkel. La 62enne cancelliera tedesca, in carica dal 22 novembre 2005, è la prima donna a ricoprire la carica più alta della Germania. Amata e allo stesso tempo contestata dai suoi concittadini, viene considerata da Forbes Magazine la “donna più potente al mondo”. Laureata in chimica-fisica, la Merkel è Presidente dell’Unione Cristiano Democratica dal 2000. Theresa May, premier britannica dal 13 giugno del 2016 e due volte Presidente del partito conservatore (dal 2002 al 2003 e dall’11 luglio del 2016 ad oggi), è la seconda donna, dopo Margareth Thatcher, a ricoprire la carica di primo ministro inglese. La leader britannica è oggi alle prese con i difficili negoziati con Bruxelles per l’uscita dell’Inghilterra dall’Unione Europea. Ieri ha presentato alla Regina l’atto formale di scioglimento delle Camere in vista delle elezioni anticipate dell’8 giugno. Erna Solberg è diventata primo ministro della Norvegia il 16 ottobre del 2013. È leader del partito conservatore. L’intransigente capo del governo norvegese è salita alla ribalta delle cronache per aver ingaggiato una appassionata battaglia contro i migranti che sembrano scambiare l’accoglienza del paese nordico come sinonimo di bivacco e chiedono di rispettare i loro credi religiosi: “Chi viene in Norvegia deve lavorare e rispettare le nostre leggi e le nostre tradizioni: noi mangiamo maiale, beviamo alcool e le donne escono a volto scoperto”, ha dichiarato la Solberg lo scorso novembre. Beata Szydlo primo ministro della Polonia dal 16 novembre 2015, è la terza donna a ricoprire tale carica e la prima a succedere ad un’altra donna. Figlia di un minatore, dopo aver conseguito una laurea in Etnografia all’università di Cracovia, si è fatta le ossa in politica come sindaco della città di Brzeszcze. È vicepresidente del partito Diritto e Giustizia. La prima donna polacca ha preoccupato Bruxelles per le sue idee profondamente conservatrici e anti-Ue: in tema di immigrazione “L’Unione Europea vuol difendere i propri interessi nazionali – aveva dichiarato la Szydlo subito dopo le elezioni - e spostare l’attenzione su soluzioni superficiali”.