A lanciare l’allarme è il New York Times. Secondo il quotidiano statunitense, i documenti 'pirata' che sono circolati negli ultimi mesi sul web, sono un massiccio attacco #Hacker, pesantemente sostenuto dai militanti dell’estrema destra americana per sabotare la campagna elettorale di Macron. Le simpatie dell’ultradestra a stelle e strisce per Marine Le Pen si sarebbero spinte fino al punto di sostenere una vera e propria cospirazione virale: “Nel tentativo di spargere il dubbio su un’elezione fondamentale non solo per la Francia ma per il mondo intero”, è stato scritto su NYT. Mentre gli americani sospettano di un complotto internazionale per far prevalere i partiti di destra in Europa, in #russia, in Venezuela e in Polonia gli oppositori scendono in piazza per protestare contro i governi in carica.

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La Russia dietro il complotto?

Già tirati in ballo durante le presidenziali americane, i russi spuntano fuori anche per le elezioni francesi. Secondo alcuni esperti, citati dal quotidiano americano, vi sarebbero, tra i documenti diffusi in rete, alcuni di provenienza dalla Russia. Il ruolo giocato dall’estrema destra statunitense sarebbe stato quello di “gettare il proprio peso in appoggio dell’hackeraggio di Macron”, nel tentativo di spostare le simpatie dell’elettorato francese verso la leader ultranazionalista del Front National, Marine Le Pen. Il presidente Putin ha, però, anche delle gatte interne da pelare. Sono scesi in piazza a manifestare contro il governo circa mille moscoviti. La manifestazione, intitolata “per la Russia, contro le azioni arbitrarie e le rappresaglie”, è stata organizzata in occasione del quinto anniversario dei disordini che sono seguiti alla vigilia del reinsediamento di Putin al Cremlino.

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Al grido dello slogan “Russia senza Putin” i manifestanti si sono radunati in viale Sakharov. Nonostante non vi siano stati incidenti, sono state arrestate otto persone per il solo fatto di aver protestato. Il leader unico, si sa, non ama le contestazioni.

Venezuela: corteo delle donne contro la repressione

“Eccoci qua, siamo le mamme del Venezuela”, ha dichiarato Maria Corina Machado, esponente di punta dell’opposizione venezuelana. Le mujeres di Caracas sono scese in piazza a protestare contro il chavismo e la repressione degli oppositori e non si fermeranno fino “alla fine della tirannia”. Riunitesi nella piazza Brion, le manifestanti sono certe che “questi per il regime di Nicolas Maduro saranno gli ultimi giorni”. Secondo alcuni esponenti dell’opposizione, sono stati arrestati almeno 85 ufficiali perchè in “totale disaccordo” con la repressione delle forze dell’ordine e della guardia nazionale contro le proteste dei giorni scorsi. Henrique Capriles, leader dell’opposizione venezuelana, ha denunciato che il governo sta utilizzando i detenuti delle carceri per bloccare le proteste in piazza “...

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la loro intenzione è utilizzare chi è privo delle libertà per affrontare le manifestazioni che abbiamo intenzione di fare”.

Mega-marcia del partito liberale in Polonia

Secondo il comune di Varsavia hanno marciato 50mila oppositori al governo. Per la polizia sono solo 9mila. In ogni caso è stata un successo, hanno dichiarato i dimostranti. La “marcia per la libertà” è stata organizzata dal partito liberale Piattaforma civica, la maggiore forza di opposizione polacca. “Non consentiremo al Kaczysnski (presidente del partito di destra Diritto e Giustizia) di portarci fuori dall’Europa occidentale”, ha dichiarato dal palco il sindaco di Poznan, Jacek Jaskowiak . Il governo nazionalista guidato dal primo ministro Beata Szydlo è stato accusato di “minare i fondamenti democratici del paese”. #Emmanuel Macron