Nella puntata di questo martedì 2 maggio di "Otto e Mezzo" su La7 è intervenuto Giuliano Pisapia, ex sindaco di Milano e fresco fondatore di Campo Progressista, il quale ha parlato degli scenari del centrosinistra dopo la recente vittoria di Renzi alle Primarie del #Pd.

'Via steccati fra sinistra e centrosinistra, se non è possibile ragioniamo su nuovo centrosinistra'

Cosa farà Pisapia nel prossimo futuro? "Io vorrei fare il facilitatore o il federatore di un nuovo centrosinistra capace di superare gli errori del passato, mettendo insieme quei soggetti del mondo del centrosinistra che vuole profondamente l'unità. L'unità di fa sui programmi e non sulle persone; oggi Campo Progressista vuole dire a tutti "ragioniamo" senza steccati fra #sinistra e centrosinistra.

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Se non sarà possibile, comincio a ragionare anche su un centrosinistra nuovo e diverso. Il PD non è autosufficiente, ma non lo è neppure chi sta alla sua sinistra. In queste settimane sto girando l'Italia nelle realtà dove il centrosinistra è una realtà e governa bene, anche tanti militanti del PD vengono a sentirci. Io non voglio fare il leader di niente, ma farò quello che è utile a questo percorso".

Se Renzi le offre di entrare in un listone unico cosa risponde? "Io non entrerò in un listone di un partito unico e tanto meno in una lista del PD nel momento in cui non vuole fare un'alleanza. Vorrei però dire che portare a votare quasi 2 milioni alle primarie non è facile: 1/4 di loro si dice favorevole a candidati che vogliono in centrosinistra. Ricordo che il PD in passato aveva 11 milioni.

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Ecco, qualcuno ci pensi bene prima di consegnare il Paese alle destre e ai populismo".

'Veti sulle persone non sono accettabili. C'è ancora spazio per un centrosinistra'.

Sarebbe disposto ad allearsi con Renzi ma senza i fuoriusciti dal PD? "D'Alema secondo me ha un'immagine anche tra il popolo del centrosinistra sicuramente non positiva ma diversa da quello che è in realtà D'Alema; lui è stato visto come il responsabile di molti complotti. Io ho idee diverse da D'Alema, ma dare le responsabilità a lui spesso è sbagliato. Per esempio sulla caduta di Prodi non fu colpa sua. Voglio ricordare che Rifondazione Comunista fece una scissione ai tempi della nascita del PDS, ma quando le fu proposto nel '96 Prodi come candidato essa l'accettò nonostante qualche malumore e tutti lo votarono. Un veto non è mai accettabile, almeno non sulle persone, ma sui programmi".

Se Bersani le chiedesse di candidarsi in una lista a sinistra del PD, cosa farebbe? "Io credo che ci siano spazi ancora per un centrosinistra, non sono un utopista e so che ci sono difficoltà, ma voglio provarci fino alla fine.

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Se non ci riusciremo ognuno si prenderà la propria responsabilità e poi con il proporzionale si vedrebbe dopo le elezioni. Intanto non è detto che io personalmente mi candidi alle politiche, comunque mai dire mai. Ma se ci fosse una lista solo rappresentativa del mondo degli scissionisti del PD non mi interessa. Se invece ci fosse l'ambientalismo, il civismo e le realtà locali che sono favolose e stanno lavorando, allora ci posso pensare. L'idea è che tutte queste realtà si sciolgano e dal territorio ripartano con nuovi leader in una costituente. Vogliamo evitare l'effetto di una lista arcobaleno che è stata un disastro. Sono consapevole delle difficoltà ma essendo meno giovane di tanti, mi permetto di dire che queste cose non me le sto inventando: io le ho fatte a Milano, ma esistono a Cagliari, a Lucca e in centinaia di comuni".

Dopo le Primarie del PD questo percorso non è in salita? "Lo scopriremo nelle prossime settimane. Il discorso di Renzi che ha fatto è molto chiuso sul mondo del centrosinistra, mentre è sembrato più aperto sul fronte volontariato e del civismo. La grande novità di Renzi è ormai superata, è per questo che auspico in un suo cambiamento. Il senso di sfiducia che c'è nel paese ricade anche sul PD, ma girando l'Italia io vedo che rinasce una volontà di partecipazione: c'è il rischio che sia l'ultima volta per almeno due generazioni. Bisogna superare personalismo, l'astio e l'odio: lavoriamo sui contenuti dove possiamo trovare punti di unità".

Con chi farebbe alleanze in futuro? "Non farei mai alleanze con Berlusconi, perché creerebbe ancora più confusione e darebbe ancora più spazio a chi ha quelle idee; né mi alleerei coi 5 Stelle che hanno anime di destra e di sinistra: con il M5S al limite si possono fare singole battaglie, come sul reddito di cittadinanza. Sinistra Italiana? Con Fratoianni c'è un rapporto anche di amicizia, ma ritiene che l'ipotesi di nuovo centrosinistra non sia praticabile e io la penso di diversamente: sui temi e sui contenuti si possono trovare punti di contatto, ma i programmi si fanno ragionando in prospettiva e una sintesi si può trovare, come è stata trovata in passato nel programma dell'Unione dove si misero d'accordo da Mastella a Bertinotti". #Matteo Renzi