L'Europa è ancora sotto shock per l'attentato terroristico a Manchester che ha colpito almeno 22 adolescenti alla fine di un concerto. Tuttavia nonostante la tensione il presidente degli USA #Donald Trump prosegue serenamente il suo primo viaggio ufficiale all'estero insieme a sua moglie Melania, sua figlia Ivanka e il suo genero Jared Kushner, suo fido consigliere politico.

Nel frattempo si infiamma il dibattito politico interno agli Stati Uniti in merito al pericolo di uno smantellamento della cosiddetta Obamacare, la riforma sanitaria del predecessore Barack Obama, forse la sua più grande eredità tanto cara a milioni di americani che vivono sotto la soglia della povertà.

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Infatti la riforma assicura loro il diritto alla #salute e la copertura economica necessaria per il bisogno di cure e assistenza medica. Trump l'ha definita più volte un disastro insostenibile soprattutto per i suoi costi economici che gravano pesantemente sul bilancio federale, proponendone pertanto la cancellazione o la sostituzione con un sistema molto più leggero che assicuri comunque un sistema di tutele minime. Non la pensa allo stesso modo una commissione bipartisan del Congresso (Ufficio bilancio), secondo la quale invece la sua abrogazione avrebbe ripercussioni drammatiche sulla popolazione, aumentando il numero di cittadini senza alcuna tutela assicurativa di almeno 14 milioni nel 2017 e di altri 23 milioni nei prossimi 10 anni. La controriforma di Trump (American Health Care Act) è stata già approvata da una maggioranza risicatissima alla Camera, ma il passaggio al Senato sarà molto più difficile in quanto oltre all'opposizione dei democratici anche molti senatori repubblicani nutrono dubbi e tendono al voto contrario.

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Inoltre se la sua proposta non passerà rischierà di non trovare la copertura economica necessaria per il tanto promesso e auspicato taglio delle tasse.

Dunque altri guai in vista al ritorno per Trump, già sotto pressione a causa dello scandalo Russiagate (presunte interferenze dei servizi segreti russi nella campagna elettorale di Trump), a causa del quale alcuni parlamentari chiedono formalmente perfino il suo impeachment (stato di accusa per costringerlo alle dimissioni).

Proseguono intanto le tappe della missione diplomatica di Trump per accreditarsi a livello internazionale: prima tappa è stata l'Arabia Saudita, dove ha concluso un affare da miliardi di dollari per la vendita di armi in funzione anti terrorismo; poi in Israele dove ha promesso al premier Netanyahu di impegnarsi per un accordo di pace con la Palestina. Ieri mattina è atterrato in volo alla terza tappa di Roma, dove insieme a Melania ha incontrato per la prima volta Papa Francesco (breve colloquio e scambio di doni) e in seguito il Capo dello Stato italiano Mattarella, poi di nuovo subito via la sera verso Bruxelles dove lo attende il vertice della Nato.

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Infine tornerà in Italia, più precisamente in Sicilia, nella cornice splendida di Taormina, dove si svolgerà il vertice annuale del G7 insieme ai capi di Stato e di governo di tutte le principali potenze mondiali.

Secondo l'istituto americano di sondaggi Gallup la popolarità di Trump ai minimi storici del 38% (Obama era nello stesso periodo del suo primo mandato intorno al 60%) e secondo diversi analisti l'inquilino alla Casa Bianca sta cercando di accreditarsi con un ruolo più istituzionale da garante dell'unità nazionale, perlomeno in politica estera, come commander-in-chief (comandante in capo), lontano dai toni populisti degli ultimi mesi. Alcuni quotidiani tuttavia gli fanno notare che questa sua immagine più diplomatica stride molto con le politiche concrete che continua a portare avanti. Tale schizofrenia è evidente dai doni che si è scambiato con il Papa: richiami all'ecologismo (il contrario della sua politica energetica che punta a togliere molte tutele ambientali) e alla convivenza pacifica tra i popoli (il contrario del muro con il Messico), per non parlare della lotta alla povertà (il contrario delle sue misure economiche che tendono ad abolire molte tutele sociali come appunto l'Obamacare). È stato sorprendente anche il suo richiamo interreligioso in funzione antiterrorismo nei paesi che finora ha visitato (sue testuali parole: 'la lotta non è tra religioni diverse come cristiani, ebrei e musulmani, ma tra chi vuole distruggere la vita e tutte le altre religioni che vogliono difenderla'). Trump ha fatto un appello forte e condivisibile a tutti gli alleati, sia occidentali che arabi islamici, per evitare insieme nuove scie di sangue innocente ed estirpare tutti i terroristi dalla faccia della Terra. Tuttavia per alcuni commentatori appare molto furba questa sua improvvisa svolta che giunge all'improvviso dopo aver soffiato per mesi sul pregiudizio contro tutti i musulmani. C'è chi malizioso asserisce che non ha mai discriminato i musulmani ricchi come quelli delle petrolmonarchie, ma solo quelli immigrati dai paesi poveri. #russia