Il presidente dell'Iran è sia capo dello stato che del governo, eletto ogni quattro anni. È la prima carica esecutiva del paese, anche se, considerato come principale esponente del potere iraniano, è la Guida suprema (“Rahbar”). Quest'ultima viene eletta dall'Assemblea di Esperti (composta da 86 membri religiosi) e rimane in carica a vita. Alcune delle sue funzioni sono: destituire o accettare le dimissioni del presidente; emanare dei decreti per i referendum nazionali; assunzione del comando supremo delle forze armate; dichiarazioni di guerra e pace.

Dopo l'elezione il presidente presta giuramento davanti al Parlamento e firma anche le convenzioni e gli accordi conclusi tra l'Iran e altri Stati.

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Il presidente Rohani

Il moderato Hassan Rohani si è da sempre distinto per la sua politica di impegno con l'Occidente. Ha vinto, avendo la meglio sul religioso populista Ebrahim Raisi, fautore di una “economia di resistenza” contro gli stranieri, che accusava Rohani di aver dato troppa fiducia all'Occidente. Quest'ultimo era sconosciuto, ma ha acquisito maggiore visibilità dopo aver preso il comando della facoltosa fondazione Mashad che gestisce il santuario dell'ottavo imam sciita Reza.

Rohani ha tentato, nei quattro anni del suo primo mandato, di tirare fuori il paese da un isolamento internazionale, riuscendo a siglare nell'estate del 2015 un accordo con le politiche mondiali che ha portato alla revoca di alcune sanzioni in cambio della rinuncia di Teheran al suo controverso programma nucleare: limitare il suo programma nucleare e permettere alcuni periodici controlli da parte dell'ONU alle sue installazioni nucleari.

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Accordo nucleare

Trump ha annunciato di voler revisionare l'intesa nucleare. Trump sarà in Medio Oriente ed Europa per il primo viaggio all'estero della sua presidenza. Il tour avrà come prime destinazioni i paesi cardine delle tre grandi religioni monoteiste – Arabia Saudita, Israele e Vaticano –. Sarà dapprima a Riad, in Arabia Saudita, dove incontrerà re Salman, custode delle due città sante dell'Islam (La Mecca e Medina). Farà poi tappa a Gerusalemme, dove incontrerà i leader israeliani e palestinesi.

Emerge, però, una prospettiva anti-iraniana. La scelta di visitare Riad rassicura l'alleato saudita circa lo schieramento di Trump al suo fianco nella contesa regionale con l'Iran, nella lotta al terrorismo e nel contenimento delle politiche regionali di Teheran, soprattutto nella guerra in Yemen che vede il fronte a guida saudita–emiratina opposto agli Houthi (gruppo sciita zaydita) accusati di essere filo–iraniani.

Si sono fatte più insistenti le voci di una fornitura di armi statunitensi al regno saudita, seguite dalla notizia del lancio di una nuova società nazionale saudita per l'industria militare.

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Le sanzioni all'Iran

Ci sono due tipi di regimi sanzionatori verso l'Iran: l'uno è quello messo in atto da organismi internazionali (Onu e Unione Europea) e uno invece messo in atto da singoli stati (Stati Uniti, Canada, Regno Unito). Le sanzioni Onu sono motivate dal rifiuto iraniano a interrompere il processo di arricchimento dell'uranio, per cui queste prevedono il blocco del rifornimento armamenti pesanti e di tecnologia nucleare; quelle dell'Ue prevedono misure restrittive del commercio di componenti che possono essere utillizzate per lo sviluppo del programma nucleare; gli Stati Uniti proibiscono gli investimenti nel settore petrolifero e gasifero iraniani, la vendita di benzina e altri carburanti, l'acquisto di petrolio. #Elezioni