Si tratta di un #sequestro preventivo, condotto dalla Guardia di Finanza e relativo a due polizze vita (dal valore di 495mila euro l'una) quello ai danni dell'ex parlamentare #Gianfranco Fini. Quest'ultimo sarebbe coinvolto nell'indagine che, il 13 dicembre 2016, portò all'arresto di #Francesco Corallo e soci, accusati di partecipazione ad associazione a delinquere, oltre che di riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Sequestro preventivo per Fini

Il sequestro è scattato su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Secondo le autorità, Fini sarebbe responsabile di aver favorito il nascere di un rapporto tra la famiglia Tulliani, di cui fa parte la moglie dell'ex rappresentante del PdL, e la società a cui partecipava Corallo.

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Secondo le indagini della Guardia di Finanza, parte del profitto illecito realizzato dalla suddetta società fu destinato ai membri del nucleo familiare Tulliani, colpevole di aver incassato oltre sette milioni di euro senza nessun tipo di causale che ne giustifichi l'effettivo guadagno. In virtù di questo illecito, il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Roma, ha emesso il decreto di sequestro preventivo ai danni dell'ex presidente della camera.

Coinvolto anche un altro ex-esponente del PdL

La stessa indagine aveva condotto, nei mesi precedenti, all’arresto di un altro ex esponente del PdL, Amedeo Laboccetta, ritenuto anch’esso colluso con la stessa società di cui faceva parte Corallo. Pare che i proventi illeciti in questione derivino dal mancato pagamento delle imposte relative ad attività di gioco on-line e video-lottery.

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Si allude allo scandalo di alcuni mesi fa che coinvolge la società gestita da Corallo, imprenditore arricchitosi grazie alla concessione statale per il gioco d’azzardo e accusato di aver sottratto al fisco italiano almeno 85 milioni di euro. Implicati nello scandalo furono anche Rudolf Baetsen, Alessandro La Monica, manager per l'Italia del gruppo di Corallo nel periodo dal 2008 al 2013, e Arturo Vespignani.

Fini si è dichiarato estraneo ai fatti dell'inchiesta

Fini, ad oggi, è accusato di riciclaggio e accostato a questa società giudicata illecita. L’ex esponente del PdL si dichiara, però, estraneo ai fatti e divulga anzi la notizia della sua denuncia per calunnie nei confronti di Laboccetta. I legali dell’ex parlamentare specificano che il provvedimento di sequestro sarà impugnato presso il Tribunale del Riesame dove, inoltre, ribadiranno la completa estraneità del loro assistito ai fatti di cui è accusato.