È entrata in vigore la tassa, prevista nella cosiddetta "manovrina", sui soggiorni brevi. La tassa andrà direttamente nelle casse dei comuni che firmeranno l'accordo con la società #Airbnb. Al momento ha firmato l'accordo il comune di Genova che riscuoterà 2 € da ogni singola prenotazione al giorno per ogni ospite, seguirà a breve l'accordo con il comune di Milano.

Tassa Airbnb: chi la deve pagare?

La domanda sorge spontanea: chi deve pagare la tassa in questione? Chi affitta camere o appartamenti su questa piattaforma spesso e volentieri non è il proprietario dell'immobile, ma l'inquilino. Questa accade soprattutto per alleggerire le spese dell'affitto che solitamente in una grande città, come Milano, Genova o Roma sono molte alte.

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Ma come fa un inquilino a pagare le #tasse su un immobile che non è il suo? Semplice, sarà il sito stesso, come sostituto d'imposta, a trattenere l'ammontare dovuto al momento del pagamento del soggiorno. Sarà quindi Airbnb a versare direttamente la tassa nelle casse del comune con cui stipulerà l'accordo. La tassa sarà di 2 € euro al giorno per ogni ospite. Una tassa simile, dal 2012, è prevista per gli alberghi che la incamerano e successivamente la versano nelle casse del comune. In questo caso, come accennato prima, non sarà possibile sottrarsi o dilazionare il pagamento. L'imposta sarà pagata subito dall'ospite al momento della prenotazione e pagamento del soggiorno. Quindi chi affitta riceverà esclusivamente l'importo del soggiorno al netto della tassa.

Redditi derivanti da Airbnb

Si parla solo di tassa di soggiorno in questa "manovrina" ma in realtà le tasse ci sono e molto più alte.

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Sono quelle derivanti dal reddito totale incamerato dall'affitto della camera. Nulla di diverso rispetto alle tasse che si pagano per un regolare contratto d'affitto. La novità, a seguito di questa "manovrina", è la possibilità di utilizzare la cedolare secca (del 21%) anche su questo tipo di locazioni. Finora i redditi derivanti da Airbnb potevano essere dichiarati esclusivamente come "redditi diversi" (come avviene nei casi di subaffitto) e venivano tassati secondo gli scaglioni di reddito. Questa tassa quindi si va ad aggiungere alle già gravose imposte, per questo motivo ha suscitato tantissime polemiche. Non soltanto dai soggetti interessati (chi affitta e chi soggiorna) ma anche dalle piattaforme, come Airbnb, che non hanno gli strumenti e le capacità per adoperarsi come sostituti d'imposta in così breve tempo. #Cronaca