Federico Pizzarotti ha spazzato via il Movimento 5 Stelle. Parma ha premiato la buona amministrazione del primo sindaco pentastellato, epurato strada facendo dai grillini. Il sindaco uscente si è guadagnato il ballottaggio contro il candidato del centrosinistra Paolo Scarpa (che parte indietro). Terza la candidata del centrodestra Laura Cavandoli. Disastrosa la performance dei Cinque Stelle con Daniele Ghirarduzzi.

Pizzarotti, primo sindaco d’Italia a 5 Stelle, si è così preso la sua rivincita nei confronti del Movimento che lo ha buttato fuori, raccogliendo probabilmente quanto di buono seminato. Se farà ancora il sindaco di Parma lo deciderà il ballottaggio fra due settimane.

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Brutto segnale quello che è arriva dall'affluenza di pochissimo al di sopra del 53%. Oltre 10 punti in meno rispetto alle elezioni di cinque anni fa.

La grande rivincita

Nel 2012 Pizzarotti, come già abbiamo ricordato, è diventato il primo sindaco d’Italia per il Movimento 5 Stelle in un capoluogo di provincia. Un primato assoluto che, però, non è bastato a farlo diventare un simbolo pentastellato. Perché all’epoca la visione grillina su eventuali indagine giudiziarie era un po’ diversa rispetto a quella attuale. Un garantismo zero che ha di fatto accompagnato alla porta il sindaco di Parma. Che poi da quell’indagine è uscito assolutamente pulito. Pizzarotti fu iscritto nel registro degli indagati, con l’accusa di abuso d’ufficio, in relazione alle nomine per il Teatro Regio di Parma.

La colpa del sindaco, secondo il Movimento 5 Stelle, fu quella di non aver avvertito i vertici pentastellati su un’indagine che era aperta da mesi e di cui il sindaco era a conoscenza.

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Per questo arrivò la sospensione. Rimasta tale anche dopo l’archiviazione definitiva dell’indagine. Il silenzio dei vertici pentastellati e il mancato sostegno ricevuto dal Movimento portò all’addio di Pizzarotti, seguito anche da quasi tutti i consiglieri comunali che erano dei Cinque Stelle. Un rapporto che si era logorato ormai nel tempo tanto che Pizzarotti era visto come il nemico in casa da parte dei vertici del Movimento. Una voce dissidente che faceva paura. Ma che ora rischia di fare ancora più paura. Perché quell’averlo messo fuori, senza evidente ragioni e come non è stato fatto per altri esponenti indagati, adesso rischia di essere un boomerang travolgente anche altrove. Come accaduto con Effetto Parma. #Elezioni Amministrative