In occasione della puntata di 'Cartabianca' su #rai 3 di questo martedì 6 giugno è intervenuto il noto conduttore Tv Massimo Giletti, che rispondendo alle domande di Bianca Berlinguer ha affrontato anche diversi argomenti politici. Ecco cosa ha detto.

'Mi etichettano sempre, ma non dico le mie idee. Mi chiesero di candidarmi a destra ma rifiutai'

Fra le varie domande politiche rivolte a Giletti vi è stata quella se sia politicamente di destra, alla quale ha risposto: "Da ragazzo al liceo D'Azeglio nessuno riusciva a mettere insieme una lista di destra, o meglio liberale, io andai a firmare perché erano i tempi delle Brigate Rosse quando invece nessuno aveva il coraggio di farlo.

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Quando doveva venire #berlusconi tutti dissero tante cose su di me e invece nella mia trasmissione abbiamo discusso, litigato e addirittura voleva andarsene. Mi etichettano sempre, ma dove sono arrivato non mi ha messo nessuno. Ho le mie idee politiche ma non le ho mai dette, perché io devo rappresentare tutti. Punto".

Cosa pensa Giletti del fatto che la politica sempre più spesso cerca di candidare personaggi dello spettacolo? "E' chiaro che la politica abbia bisogno di volti ed è facile prendere chi va in televisione, che spesso fa incetta di voti". Alla domanda specifica se Berlusconi in passato gli abbia chiesto di candidarsi, Giletti ha detto: "Si leggono tante cose, ma non l'ho mai detto io. La richiesta è arrivata dall'area di destra. Io non l'ho valutata perché cerco di far bene il mio lavoro e ognuno deve fare il suo.

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Però credo che ci sia un problema sui giornalisti che vanno in politica, il problema è poi il ritorno: un po' come i magistrati. Se tu vuoi essere credibile vai pure in politica, ma come fai poi dopo a tornare in RAI? Puoi fare lo sport, per carità... Io ho una visione diversa, ritengo che noi siamo vicini ai magistrati".

'Il proporzionale funzionava una volta, oggi non ci sono più i partiti e vi è rischio ingovernabilità'

Parlando della presenza dei politici nelle sue trasmissioni, Giletti ha ricordato: "Sono sempre molto interessanti, da Renzi a Berlusconi che accettò lo scontro, ognuno di loro in quel momento lì deve rispondere alle domande. Mi piace vedere loro che si lasciano fare le domande e rispondono. Bisogna chiedersi perché in alcune trasmissioni i politici si alzano e in altre no. Il limite dei politici italiani è che non sono abituati a farsi fare le domande e invece a patteggiarle; a me invece interessa capire cosa pensano davvero". Chi sono oggi secondo Giletti i politici affidabili? "Quelli che non hanno interesse a breve, ma oggi tutti ce l'hanno e lo vedremo con la legge elettorale.

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Spero che esca un leader che anteponga l'interesse dello Stato in tempi più ampi a quelli più immediati". Infine una battuta sulla nuova legge elettorale: "Non sono un esperto ma direi che il proporzionale funzionava una volta quando c'era un sistema con partiti molto radicati sul territorio, con una forza sociale e in cui vigevano due parti contrapposte quasi in stile Guerra Fredda. Oggi invece non ci sono più i partiti, temo che ci sia un alto rischio di governabilità e questa cosa deve preoccupare tutti. Ma non vedo uno statista in grado di rinunciare agli interessi a breve termine". #centrodestra