Sul tema dello ius soli, che ha alimentato la polemica politica negli ultimi giorni, sono intervenuti il ministro dell’Interno Marco #minniti e il presidente del Consiglio Paolo #gentiloni, ospiti di un convegno organizzato dal quotidiano La Repubblica a Bologna.

Ius Soli: "Doveroso atto di civiltà"

Quest’ultimo ha definito un doveroso atto di civiltà considerare cittadini italiani i bambini stranieri nati in Italia e si è augurato che il Parlamento possa approvare la legge sullo #Ius soli nel più breve tempo possibile. Inoltre, Gentiloni ha affermato che questa legge aumenterà i livelli di sicurezza nel nostro Paese, poiché la ricetta contro la radicalizzazione dei singoli è una politica di dialogo e inclusione.

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Il responsabile del Viminale ha voluto ribaltare il concetto caro a chi è contrario alla legge sulla cittadinanza e ha affermato che non è vero che l’immigrazione è l’anticamera del terrorismo, quanto il contrario, poiché, a giudizio di Minniti, un paese ben integrato è più sicuro. L’esponente del Pd ha argomentato che i bimbi stranieri nati in Italia sono nostri concittadini, che pensano in italiano e hanno le stesse passioni dei loro coetanei e, non è giusto che non abbiano la cittadinanza italiana e ha continuato affermando che il ministro dell’Interno di un Paese evoluto deve sapere ascoltare coloro che hanno paura e si oppongono allo ius soli. Minniti ha affermato che la differenza tra una forza riformista di sinistra e il populismo è che essa lavora per stare vicino a chi prova paura per aiutarlo mentre il secondo vuole che la paura rimanga per portare avanti il proprio interesse di bottega.

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Minniti: "Mi aspetto un maggiore aiuto dall'Europa"

Minniti ha concluso il suo intervento dicendo che sarebbe orgoglioso dell’Europa se coloro i quali operano a largo delle coste libiche salvando le vite dei migranti, li portassero qualche volta anche in altri porti europei circostanza, ha affermato, che pur non risolvendo i problemi dell’Italia, la farebbe sentire meno sola nell’affrontare questo problema epocale.

Sul tema è intervenuto anche il ministro degli Esteri Angiolino Alfano, il quale ha affermato che, a suo giudizio, la priorità sarebbe una legge sulla legittima difesa e ha criticato il fatto che la legge sullo ius soli sia stata presentata a ridosso delle elezioni amministrative, offrendo alle forze populiste argomento per le loro tesi politiche. In ogni caso ha garantito il voto favorevole del suo partito al provvedimento.