Continua lo scontro politico sullo #Ius soli. Nello scenario pre-elettorale, il dibattito sul diritto di cittadinanza ha provocato l’alleanza della Lega di Matteo Salvini e il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Le polemiche puntano sul Partito Democratico e il governo di Paolo Gentiloni.

L’arte di cambiare idea

Gli ultimi ad aggiungersi al dibattito sullo ius soli sono i vescovi italiani. Nunzio Galantino, segretario generale dei vescovi italiani, ha criticato chi “ha cambiato idea per interesse politico”, sul tema della cittadinanza per i figli degli stranieri nati in territorio italiano. Secondo Galantino, un sondaggio rivela che tre italiani su quattro sono a favore dello ius soli, solo il 15 per cento è contrario, e questo ha provocato una trasformazione nel discorso elettorale dei partiti che erano contrari.

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“Mi preoccupa che alcuni partiti politici che sempre hanno pensato e lavorato diversamente, ora cambino idea per rincorrere il successo. Questo non è fare politica ma fare i propri interessi”, ha dichiarato il capo dei vescovi italiani.

I fronti aperti di Matteo Renzi

Per Andrea Camaiora, giornalista, scrittore e coordinatore di Spin Team, la cosiddetta legge sullo ius soli è stata accelerata in finale di legislatura per la volontà del segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, di “amicare” la sinistra di Giuliano Pisapia e forse anche quella di Pier Luigi Bersani. “In un quadro politico nel quale non è assolutamente chiaro con quale legge elettorale si voterà – spiega l’esperto di comunicazione politica a Blasting News - Renzi deve tenersi libera sia l’ipotesi di fare correre il Pd da solo, facendolo arrivare possibilmente primo, sia, nel caso di essere costretto di fare le alleanze, di potersi allargare alla sinistra”.

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Mancata strategia

Secondo Camaiora, nei tentativi di far passare questa legge, non c’è assolutamente visione: “Siamo a pochi giorni dalla scomparsa di Helmut Kohl e la politica italiana manca totalmente di visione. La mossa di 'amicare' la sinistra, di far passare una legge di pesanti implicazioni, è una scelta tattica, ma non è una scelta strategica, non è una scelta di visione. Tutti i Paesi che hanno un’#immigrazione significativa e hanno immigrati di origine africana e di religione musulmana all’interno del loro paesi (vedi soprattutto Francia, Belgio e Gran Bretagna), vivono in questi anni grandissimi problemi, che sono l’avvisaglia di quello che potrebbe accadere da noi. Non c’è niente di più avventato che fare passare una legge che introduce una forma di ius soli accelerata”.

La priorità è l’integrazione

L’analista ricorda che lo ius soli era presente nella legislazione italiana sin dagli anni ’80, con l’attuale legge che regola la cittadinanza. La normativa aggiornata prevede che, raggiunti i 18 anni, il giovane cresciuto in Italia possa chiedere la cittadinanza italiana.

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Inoltre, la cittadinanza può essere richiesta da un maggiorenne dopo 10 anni di residenza regolare nel Paese. Camaiora afferma: “Che bisogno c’è di accelerare. Non c’è esigenza. I bambini stranieri che vivono in Italia non hanno questo problema come prioritario. Uno straniero che viene a vivere in Italia non ha come priorità la cittadinanza, invece ha come primo tema l’integrazione intesa come ciclo di studi, sanità, lavoro, vita sociale. In Italia non è necessario avere la cittadinanza per essere assistito in ospedale o frequentare la scuola, cosa che è garantita anche se non si ha la cittadinanza”.

Gli errori del Partito Democratico

Inoltre, il Partito Democratico sottovaluta il fatto che larghi estratti di elettorato non comprendono le ragioni a sostegno della riforma dello ius soli e vedono in questa legge, nella volontà di approvarla, la conferma di un atteggiamento della sinistra più aperto nei confronti dell’immigrazione, ma meno certo sulle garanzie sulla sicurezza nazionale e pubblica e sul terrorismo. “Quindi, anche solo il dibattito sullo ius soli, a pochi giorni dal ballottaggio e a pochi mesi dal voto - spiega Camaiora - è un enorme favore che il #Pd sta facendo al M5S e ancora di più al centrodestra, che sta risuscitando per questi errori di visione”. “Un altro errore è stata l’approvazione di una delirante riforma del processo penale, che rende i cittadini ostaggio di processi lunghissimi e della possibilità di essere imputati di reati di 25 anni fa”, aggiunge Camaiora.