Le votazioni per lo #Ius soli partiranno nell'aula del Senato dal 15 di giugno: i partiti di sinistra vogliono accelerare i passaggi per cancellare la logica dello Ius sanguinis, mentre le altre formazioni sottolineano i dubbi sull’opportunità di una legge che in un futuro molto prossimo potrebbe avere ripercussioni sul fronte della sicurezza.

L'Europa sotto attacco e l'integrazione fallita

I recenti attacchi terroristici che stanno sconvolgendo l’Europa, infatti, riaccendono lo scontro sullo Ius soli nelle sue varie declinazioni. Gli ultimi casi, in ordine cronologico, riguardano uno degli attentatori di #londra e l’autore dell’assalto di ieri alla cattedrale di #Notre Dame.

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Il terzo attentatore del London Bridge, infatti, era Youssef Zaghba, italo-marocchino nato a Fez nel 1995. La madre del 22enne è italiana, convertita all’islam e si era trasferita in Marocco con la famiglia per poi tornare a vivere in Italia, in provincia di Bologna. Proprio nell’aeroporto di Bologna, Youssef Zaghba era stato fermato nel marzo 2016 mentre stava partendo per la Turchia con lo scopo di raggiungere la Siria. I servizi di intelligence italiana avevano segnalato l’italo-marocchino e i suoi spostamenti ai colleghi inglesi che evidentemente non hanno tenuto nella giusta considerazione tali indicazioni. L’attentatore negli anni scorsi aveva continuato a tenere contatti con la madre in Italia e dopo il fermo dell’aeroporto di Bologna, venne prosciolto dall’accusa di terrorismo internazionale.

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Dal London Bridge alla cattedrale di Notre Dame

Da Londra a Parigi: l’algerino che ieri ha assaltato un poliziotto nei pressi della cattedrale di Notre Dame è un altro esempio di (apparente) integrazione riuscita. Farid Ikken, questo il nome dell’uomo neutralizzato dai poliziotti francesi all’esterno della chiesa, è stato identificato dal ministro degli Interni francese, Gerard Collomb, come “uno studente di 40 anni munito di un permesso di cui stiamo verificando l'autenticità”. Addirittura, l’aggressore è risultato essere un ricercatore dell’Università di Lorraine, laureato in scienze sociali e dottorando. In casa dell’algerino, che non proveniva da contesti sociali critici come le banlieu, è stato ritrovato un video inneggiante all’Isis. “Questo è per la Siria” avrebbe dichiarato nell’atto di colpire uno dei poliziotti armato di martello e due coltelli. Finora, però, nessun sito jihadista ha rivendicato l’azione di Farid Ikken.

Ius soli: discussione della legge in Senato

In questo clima, il Senato si appresta nei prossimi giorni a discutere sulla legge riguardante lo Ius soli.

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Non mancano personaggi dello spettacolo come il cantante italo-egiziano Amir che sostengono come lo Ius soli sia importante “perché è in corso una rivoluzione e la storia non si può fermare”.

“Ancora una volta l'attentatore era cittadino inglese – attacca il vicepresidente di CasaPound, Simone Di Stefano – serve altro per capire che lo Ius soli è un cavallo di Troia e dobbiamo distruggerlo?”.

C’è invece chi vede nello Ius soli solamente un espediente della sinistra per trovare un nuovo elettorato: “si parla di un milione di voti” osserva Marzia M. E nell’epoca degli sbarchi i numeri sono destinati inevitabilmente a salire.