Una lista fascista è riuscita ad entrare nel consiglio comunale di Sermide e Felonica, in provincia di #Mantova. La lista “Fasci Italiani del lavoro”, infatti, ha raggiunto il 10% dei voti e ha eletto un consigliere, il candidato sindaco Fiamma Negrini di 20 anni, figlia di Claudio, il fondatore del movimento.

Il caso sollevato dal quotidiano "La Repubblica"

Un articolo del quotidiano “La Repubblica” ha sottolineato il fatto che la lista abbia utilizzato come simbolo il fascio littorio e abbia usato come slogan elettorali frasi di Benito Mussolini. Il quotidiano ha ricordato che la Costituzione e due leggi dell’ordinamento italiano (Scelba e Mancino) vietano l’esibizione di tutti i simboli che richiamano il fascismo e il nazifascismo.

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Il fascio littorio è tra questi e il nome della lista è un chiaro riferimento ai “Fasci italiani di combattimento” il nome del movimento fondato da Benito Mussolini, che si trasformarono in Partito Nazionale Fascista. Sul sito e nella pagina Facebook del movimento le frasi del Duce sono usate come slogan elettorali e la pagina facebook di Claudio Negrini, capolista e padre della candidata sindaca ha come foto profilo proprio la scritta 'Boia chi molla'.

Laura Boldrini ha scritto al Ministro dell'Interno

L’ammissione della lista fascista alle elezioni comunali ha provocato l’ira di #Laura Boldrini, la quale ha scritto una lettera al ministro dell’Interno. La presidente della Camera dei Deputati ha sottolineato che la Costituzione ha l’obiettivo di sventare tutti i tentativi di riorganizzazione del partito fascista e ha ricordato che il Viminale prima delle #Elezioni comunali di ieri aveva inviato precise istruzioni alle commissioni elettorali circondariali con l’obiettivo di evitare che fossero ammesse liste che utilizzassero simboli contenenti immagini ispirate a ideologie autoritarie.

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L’iniziativa della Boldini ha avuto un effetto immediato, dal momento che il prefetto di Mantova ha revocato i funzionari della commissione elettorale competente per il comune interessato. E’ doveroso ricordare che la lista in questione si era presentata alle precedenti tornate elettorali sin dal 2002 e mai nessuno si era accorto di niente.

Claudio Negrini si è difeso affermando che nel simbolo non è presente il fascio littorio, ma quello della repubblica sociale e ha affermato che in futuro cambierà simbolo per evitare di essere escluso dalle elezioni.