Alcune famiglie italiane in emergenza abitativa hanno occupato ieri ad #ostia l'aula consiliare del X Municipio. Con loro alcuni militanti di #casapound che hanno gestito la situazione, parecchio tesa in seguito all'arrivo delle forze dell'ordine in tenuta antisommossa, pronte a sgomberare l'aula.

La protesta del coordinamento Obiettivo Casa

A far scattare la protesta del coordinamento Obiettivo #casa, che raccoglie adesioni di italiani in emergenza abitativa di tutti i quartieri del X Municipio, la conferenza stampa dove la sindaca Raggi ha annunciato di voler superare i campi rom assegnando ai nomadi case popolari e contributi per l'affitto.

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"Sono anni - spiegano dal coordinamento - che siamo nelle liste per l'assegnazione della casa popolare ma sistematicamente veniamo superati da stranieri ed ora, grazie alla politica di Virginia Raggi, anche dai rom. Chiediamo alle istituzioni di rivedere i criteri di assegnazione, di pensare a delle sanatorie per chi nel frattempo ha occupato e ha diritto all'alloggio popolare, e chiediamo, dopo anni di attesa, che le case disponibili vengano date prima agli italiani che ne hanno reale necessità". Ed è così che ieri mattina circa 40 persone si sono barricate all'interno del municipio di piazza della Stazione Vecchia.

Il sostegno di CasaPound

A guidare a tutti gli effetti la protesta e le trattative con le forze dell'ordine presenti sul posto è stato Luca Marsella, responsabile locale di CasaPound, che ha partecipato all'occupazione insieme ad alcuni militanti del movimento.

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Striscioni e bandiere tricolori fuori dalle finestre ma nessun simbolo politico hanno accompagnato l'occupazione, sgomberata intorno alle 16. "Il problema della casa in questo municipio, come nel resto di Roma, è un problema serio. Chi ha amministrato Roma fino a oggi, dal centro sinistra al centro destra, ha pensato a fare affari coi costruttori ma non ha mai attuato politiche di risolutive". Era stato il commento di Marsella, che aveva chiesto a nome degli occupanti un incontro con il commissario prefettizio Vulpiani (il municipio di Ostia è commissariato per mafia) o con la delegata ai municipi del M5S Giuliana Di Pillo.

Il M5S manda la polizia a sgomberare l'aula

Nessun dialogo e nessun incontro è stato però concesso dal M5S, che amministra il Comune di Roma, né dal commissario Vulpiani. Per frenare la protesta e far terminare l'occupazione che rischiava di durare per giorni, il M5S ha scelto la linea dura ed ha inviato i blindati delle forze dell'ordine. Si sono registrati ulteriori momenti di tensione con altre famiglie e altri militanti di CasaPound che, giunti fuori dal municipio, si sono trovati davanti le Forze dell'Ordine in tenuta antisommossa .

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"Abbiamo deciso di lasciare l'aula senza opporre resistenza - ha spiegato Marsella - per non mettere a rischio donne in gravidanza ed anziani presenti all'occupazione. Tuttavia il comportamento della giunta Raggi e del prefetto Vulpiani è vergognoso. Coloro che negano il dialogo alle famiglie italiane sono gli stessi che incontrano gli immigrati clandestini che occupano l'ex colonia Vittorio Emanuele". Solo sabato CasaPound aveva sfilato in corteo per chiedere lo sgombero di tale struttura, al momento senza risultato. La tensione resta alta con i cittadini di Ostia che rimproverano i grillini di usare due pesi e due misure tra italiani e stranieri.