La crisi diplomatica iniziata tra le monarchie del Golfo e il Qatar sembra ancora lontana da una pacifica risoluzione. Infatti, in questi giorni, grazie alla mediazione del Kuwait, quattro paesi del blocco anti-qatariano (Arabia Saudita, Egitto, Baharin e Emirati Arabi Uniti) hanno presentato al #qatar una “lista”, il cui contenuto ha già destato più di qualche perplessità.

I 13 punti della lista: non solo terrorismo

Il capo dell'ufficio stampa del Governo del Qatar, Saif bin Ahmed Al-Thani, sostiene che la lista “non ha nulla a che fare con la guerra al terrorismo” e che mira “solo al violare la sovranità del Qatar”. Infatti, la lista suddetta, prescrive 13 condizioni “irrealistiche”, tra cui: la fine della partnership con l’Iran e l’espulsione dei membri della Guardia Rivoluzionaria iraniana presenti sul territorio qatariano; la fine di ogni intesa militare-economica con Hazebollah, Fratelli musulmani, ISIS e al-Qaeda, quindi una dichiarazione ufficiale che le classifichi come “organizzazioni terroristiche”; la chiusura della rete televisiva Al-Jazeera, già chiusa negli Stati accusanti perché ritenuta un’emittente allineata con i terroristi; l’immediata interruzione della cooperazione militare con la #turchia con conseguente chiusura della base militare turca vicino Doha, aperta nel 2014.

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La reazione della Turchia

Dunque, l’ultimatum all’emirato chiama in causa sì le “organizzazioni terroristiche” ma anche Iran e Turchia che, dall’inizio della crisi, sostengono il Qatar garantendogli scorte quotidiane di acqua e generi alimentari per far fronte ai disagi dell’embargo. In risposta al diktat-saudita, il Ministro della Difesa turco, Fikiri Isik, ha affermato non solo che le condizioni del blocco anti-qatariano violano il diritto internazionale, ma che la presenza della loro base militare nel territorio qatariano è necessaria per la difesa del Qatar e di tutte le regioni limitrofe. Inoltre, in questi giorni, il Parlamento turco ha anche approvato l’invio di altre truppe nella stessa base poiché, successivamente alla chiusura del mese del Ramadan con la celebrazione della festa dell’Eid al-fitr, sono previste esercitazioni militari congiunte tra Turchia e Qatar.

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Gli Emirati Arabi Uniti escludono un'azione militare contro il Qatar

Nonostante le prime considerazioni negative circa le condizioni imposte dal blocco anti-qatariano, il Qatar ha 10 giorni, dalla consegna della lista, per dare una risposta definitiva. Un accoglimento del diktat-saudita comporterebbe la fine dell’embargo imposto ai danni dell’emirato. La possibilità di una degenerazione di questa crisi diplomatica in una di tipo militare è già stata depennata dal Ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Anwar Gargash, ma non è ancora chiaro quale sarà la reazione in caso di rifiuto o accoglimento parziale di quella lista. #golfo