In occasione della puntata di 'In onda' su La7 questo lunedì 3 luglio è intervenuto Pierluigi Bersani di Articolo 1 - MDP, dove è stato intervistato dai conduttori Luca Telese e David Parenzo. Ecco le parti principali di quello che ha detto.

'Non sono antirenziano. Sul lavoro i renziani hanno idee meno aggiornate di noi'

Parlando dell'attuale segretario del #Pd #Renzi, Bersani ha detto: "Renzi ha avuto il suo pezzo di mondo ma credo che adesso l'Italia guardi da altre parti, e dico anche purtroppo. Io non sono affatto antirenziano, io vedo che c'è una destra in spolvero nel mondo e pure in Italia; vedo che ci sono milioni di elettori di centrosinistra che stanno a casa e che non vogliono più saperne.

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Io mi occupo esattamente di questo".

Sul tema della diseguaglianza Bersani ha detto: "Perché la ruota giri uno non può stare bene da solo, poi forse con un grado potabile di diseguaglianza e mobilità sociale, ma si può star bene se anche gli altri stanno bene".

Bersani ha poi aggiunto: "Io già due anni e mezzo fa con la bassa affluenza alle urne alle regionali in Emilia Romagna ho capito che qualcosa non stava andando. Si può andare avanti così? Io e noi non ci rassegniamo. Sabato abbiamo parlato di lavoro, sanità e temi sociali. Dobbiamo fare come Vasco e dire parole che arrivino come pallottole o sennò non andiamo da nessuna parte. Io non sono il futuro, ma quel che ho ancora di forze e energie lo metterò affinché ci sia una #sinistra di Governo. E' chiaro che il lavoro oggi è cambiato, Renzi e compagnia hanno però idee sul lavoro meno aggiornate delle nostre: loro respirano ancora l'aria degli anni Novanta quando partì la globalizzazione.

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Oggi la destra protegge, non è liberista. E ci vuole anche una sinistra che protegga sui propri valori: lavoro e dignità".

Sui temi economici Bersani ha detto: "Il mondo sta girando così: ci sono fenomeni generati dalla globalizzazione che la politica locale non controlla, fra essi migrazioni, finanza e clima. C'è una svalutazione del lavoro e una diseguaglianza crescente. Berlusconi e Salvini saranno costretti dalla forza delle cose a usare certi argomenti, ma anche la sinistra dovrebbe farlo: facciamo investimenti per il lavoro, non bonus, investiamo nei sistemi universalistici come scuola e università, serve un fisco uguale per tutti in cui chi ha di più paga di più. Quando la destra parla di 'Flat tax' fa una cosa normale, ma Renzi dice 'meno tasse per tutti' invece mi impressiono".

'Il nostro leader è Pisapia. Io non ho mai fatto Governi con Berlusconi altrimenti sarei stato Premier'

Sul futuro del movimento 'Insieme', Bersani ha precisato: "Ci siamo accordati per mettere in piedi dei sistemi partecipativi, non saranno delle Primarie come le abbiamo viste fin qui.

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Adesso ci chiamiamo 'Insieme', poi il nome lo decideremo appunto insieme. Se il meccanismo sarà tarato sul proporzionale: non pretende il capo, il padrone e l'uomo solo al comando. La leadership l'abbiamo detta: sarà Pisapia. Ma ovviamente siamo tutti provvisori e ci sottoporremo a dei meccanismi democratici".

Sulle accuse dei renziani di aver fatto un Governo con la destra nel 2013, Bersani ha detto: "Dovrebbero vergognarsi a dire questo. I dirigenti del PD dicono che io ho fatto l'accordo con Berlusconi, ma non è vero: io avrei fatto il Presidente del Consiglio se avessi fatto l'accordo col PDL, ma io non ho voluto fare quel Governo. Assolutamente io potevo essere Premier, ma non l'ho voluto fare. Con quelle elezioni abbiamo avuto una maggioranza con cui poi hanno governato 5 anni".

Infine una battuta sul passato: "La stagione dell'Ulivo è stata una stagione di riforme serie e vere, di quelle che dureranno. Io ho fatto il ministro in quei governi e ho liberalizzato commercio, elettricità e ferrovie, oltre alle lenzuolate. Una stagione del genere non è paragonabile con quelle di oggi, poi abbiamo avuto dei problemi anche con la difficoltà di tenere insieme soggetti diversi, ma resta una grande stagione. Altri invece non fanno liberalizzazioni, ma semmai oligopoli, per esempio sulle farmacie". Prima di concludere: "In questo paese è nata prima la destra che la sinistra, anche per elementi culturali, invece noi siamo storicamente sempre in rimonta quindi la sinistra deve fare come può, non come vorrebbe".