#Enrico Letta reagisce a modo suo ai giudizi pronunciati su di lui da #Matteo Renzi nel suo libro #avanti, le cui anticipazioni stanno riempiendo da giorni le cronache di tg e giornali. Questa mattina, poi, ospite della trasmissione Agorà, il segretario Pd rincara la dose dichiarando che “il governo di Enrico Letta viene ricordato solamente per l'aumento dell'Iva”. Il nipote di Gianni pubblicamente si mostra quasi disinteressato alle offese renziane e pubblica un breve post su Facebook nel quale si definisce disgustato. In privato, però, come riporta Monica Guerzoni sul Corriere della Sera, l’ex premier (2013-2014) tira fuori tutta la sua amarezza per un attacco nei suoi confronti giudicato gratuito e violento.

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L’attacco di Renzi

Secondo il segretario Pd, Letta si sarebbe comportato da “vittima” inserendo anche la “modalità broncio” nel giorno del passaggio di consegne a Palazzo Chigi nel 2014, durante il rito della campanella che seguì l’ormai famigerato “Enrico stai sereno” di Matteo. Renzi racconta nel libro che fu proprio Roberto Speranza (ora uscito dal Pd per fondare Mdp) a chiedergli di prendere il potere dopo il successo nelle primarie del partito. Nessuna “coltellata alle spalle” a Letta, dunque, ma solo un normale passaggio di consegne con una persona che non era nemmeno stata votata democraticamente (come lui del resto) e che, alle primarie dove aveva partecipato, aveva raccolto un misero 11% “come Civati”. Poi, Renzi alza il tiro, critica Letta perché facendo la “vittima” si è assicurato una luminosa carriera alla Scuola Science Po di Parigi e aggiunge perfidamente che “nessuno ricorda un solo provvedimento degno di questo nome in un anno di vita” del suo governo.

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La reazione di Letta

Di fronte a queste accuse, pesanti come macigni, la reazione social di Letta jr è stata sprezzante e quasi immediata. L’ex premier ha liquidato il collega in due righe decidendo di mantenere le distanze e di comunicare esclusivamente il suo “disgusto” per questa vicenda. In privato, però, come racconta Il Corriere, la sua amarezza è stata più marcata. Sembra che Letta abbia parlato di “ricostruzioni false e affermazioni sgradevoli” e sia rimasto “senza parole” leggendo alcuni passi di ‘Avanti’. Venire “tirato in ballo in modo così sgradevole” pare lo abbia mandato su tutte le furie, portandolo a pronunciare una frase già entrata negli annali della politica: “A me sembra un caso psicanalitico, si sta avvitando in una spirale degna di Freud”. Insomma, secondo Letta, quello messo in atto da Renzi sarebbe un “tentativo scomposto” di trascinarlo “dentro la rissa, nel fango” in cui, invece, il segretario Dem dovrà “rotolarsi da solo”. Parla di “falsità” e “incoerenza” da parte di una persona che è andata al governo con una manovra di Palazzo.