Questa domenica 2 luglio nel quartiere dell'Esquilino a Roma si è svolta l'Assemblea nazionale della rete delle Città in Comune a cui hanno partecipato attivisti politici e sociali provenienti da diverse parti d'Italia, animati dalla voglia di mettersi a disposizione per la costruzione di una "#sinistra dal basso", in alternativa rispetto alle politiche attuate dai governi nazionali e locali degli ultimi anni.

Prosegue il percorso della Rete delle Città in comune per 'una sinistra dal basso'

L'assemblea romana è stata una tappa intermedia nel percorso della Rete delle Città in Comune, nata nel luglio dello scorso anno per iniziativa di numerose liste civiche di cittadinanza che, in giro per il territorio nazionale, si oppongono da anni nei Consigli Comunali di varie città alle giunte di centrodestra e di centrosinistra, proponendo ricette alternative da sinistra.

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Un percorso che nelle ultime settimane si era dispiegato operativamente in varie città, prima con la mobilitazione dell’8 aprile scorso contro i decreti Minniti - Orlando, e in seguito con la carovana “Le Piazze dell’alternativa”, la quale proseguirà anche nelle prossime settimane. Il cammino delle Città in Comune è però interessato anche a incidere nel percorso unitario della sinistra in previsione delle prossime #Elezioni politiche, dando un contributo programmatico e facendo in modo che le istanze provenienti "dal basso" abbiano un ruolo centrale per la ricostruzione di una sinistra nuova.

All'assemblea di questo 2 luglio hanno partecipato anche diversi esponenti politici nazionali di varie formazioni della sinistra, da Rifondazione Comunista a Sinistra Italiana, da L'Altra Europa con Tsipras, a Possibile fino al PCI.

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Nella plenaria si sono susseguiti diversi interventi in particolare da parte di vari attivisti e consiglieri comunali provenienti da varie città italiane, che hanno parlato non solo delle proprie esperienze locali ma anche fatto proposte operative su come declinare sul piano nazionale le varie iniziative che quotidianamente vengono portate avanti sui territori. Molti si sono soffermati sul fatto che occorre un "metodo" diverso rispetto a quello usato negli ultimi anni nella sinistra politica italiana, dove le decisioni dei vertici nazionali hanno spesso prevalso sulle istanze che arrivavano dai territori. Non sono mancate critiche, da parte di diversi fra gli intervenuti, al percorso di "Insieme" promosso da Bersani e Pisapia che è stato descritto da alcuni come troppo ambiguo e subalterno al PD. Una voce in parte fuori dal coro in tal senso è venuta invece dal deputato Stefano Fassina (in foto) che, pur riconoscendo diverse criticità, ha sottolineato l'importanza di provare a costruire un'unica lista a sinistra del PD verso le prossime elezioni, pena il rischio di restare fuori dal Parlamento per tutti quanto.

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Fra gli interventi più attesi vi è stato quello di Anna Falcone, fra le promotrici dell'assemblea del Teatro Brancaccio dello scorso 18 giugno, la quale ha riconosciuto il merito del lavoro svolto nei territori da parte della Città in Comune, confermando l'importanza del fatto che essa faccia parte del progetto unitario della sinistra e sottolineando il bisogno di un metodo che parta proprio dal basso nella ricostruzione di una sinistra diversa rispetto a quella degli ultimi anni.

Insomma, continuano a intensificarsi le interlocuzioni a sinistra in vista delle elezioni politiche, sarà interessante vedere nelle prossime settimane quali sviluppi concreti vi saranno.