Mentre il governo venezuelano proibisce ogni manifestazione pubblica fino a martedì, in concomitanza con le elezioni per l'Assemblea Costituente, minacciando pene fino a dieci anni di reclusione per i trasgressori. Geraldina Colotti , ci racconta un altro Venezuela, altre storie altre verità. Geraldina è una giornalista che da anni segue “la rivoluzione socialista” del paese sudamericano, sulle quali ha pubblicato anche un libro Talpe a Caracas.

Reportage dal Venezuela: 'Non sono abbastanza cerchiobottista per il Manifesto'

Geraldina è una corrispondente che scrive cose non comuni, una voce così fuori dal coro da essere stata scaricata addirittura dal Manifesto.

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Giorgio Cremaschi, ex presidente del comitato centrale Fiom, ha denunciato la censura a cui sarebbe stata sottoposta la Colotti, dopo aver letto sul profilo Facebook della giornalista-ora in #Venezuela- che le corrispondenze avrebbero potuto essere lette solo tramite la condivisione sui social. Geraldina Colotti risponde alla richiesta di chiarimenti da parte di Cremaschi, ricordando di essere in Venezuela a proprie spese utilizzando le ferie arretrate. La Colotti spiega che nella riunione di redazione prima della partenza, gli furono assicurate le pubblicazioni degli articoli ma non come inviata ufficiale. Cosa che già suscitò delle perplessità alla giornalista, poiché il Manifesto sarebbe stato l'unico quotidiano a non avere inviati.Invece pochi giorni dopo, la direzione del Manifesto la informa che non avrebbero pubblicato comunque i suoi articoli- nemmeno nella versione online.”Il problema per loro sono io: la mia storia, il socialismo e la lotta di classe.

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Per questo, adducono problemi di stile- scrive la giornalista-...Insomma, non sono abbastanza cerchiobottista, anche se documento quello che scrivo a differenza della stampa di guerra e a senso unico.

Gli operai del Venezuela contro la (ri) privatizzazione dei giacimenti petroliferi

Nell'ultimo reportage dal Venezuela la Colotti descrive il suo incontro con un giovane operaio delle piattaforme petrolifere, spina dorsale dell'economia venezuelana. Racconta di una classe operaia che sostiene il presidente Nicolas Amaduro, erede del chavismo. Contro il tentativo di privatizzare l'industria petrolifera. Della mancanza di opportunità per la classe meno abbiente, la discriminazione delle donne prima del 1998 quando Hugo Chavez andò al potere. Prima di allora, quando vigevano i diritti e la democrazia graditi all'Occidente, il Ministro degli Esteri Delcy Rodriguez, di cui si ricorda l'omicidio in questi giorni, viene torturato e ucciso in una caserma dei servizi di sicurezza #NIcolàsMaduro #America Latina