Solo 2 Organizzazioni non governative, sulle 15 che solcano il Mediterraneo con le loro navi in missione di salvataggio dei migranti, hanno sottoscritto il nuovo Codice di comportamento in mare proposto dal ministero dell’Interno guidato da Marco Minniti. Si tratta di Save the Children e Moas. Tra i mancati firmatari dell’accordo, il nome più illustre è di certo quello della Ong Medici senza frontiere. È stato il capo missione in Italia e nel Mediterraneo di #MSF, Tommaso Fabbri, ad ufficializzare le motivazioni della scelta: inaccettabile ospitare a bordo delle proprie imbarcazioni uomini armati, anche se poliziotti o militari italiani. Tra le reazioni politiche più significative, di segno opposto tra loro, le più interessanti sono quelle del segretario di Sinistra Italiana, Nicola #Fratoianni, (schierato senza dubbi dalla parte di Msf), e del leader della Lega, Matteo Salvini, che parla di sequestro delle navi e chiusura dei porti.

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Il post di Fratoianni su Facebook

Con un post pubblicato sul suo profilo Facebook, il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, ha espresso tutta l’incondizionata solidarietà del suo partito con le posizioni espresse da Medici senza frontiere. “Siamo con loro”, scrive Fratoianni facendo riferimento alla decisione di Msf di non firmare il Codice Minniti. Un codice ritenuto “inaccettabile” perché impone il controllo a bordo delle imbarcazioni di salvataggio da parte di “personale di polizia” armato. Inoltre, aggiunge Fratoianni, in questo modo non verrebbero privilegiati i “salvataggi in mare”. Dunque, conclude il successore di Nichi Vendola invitando tutti a restare “umani”, le #ong che non hanno firmato il Codice avrebbero dimostrato “coraggio”.

Il commento di Salvini contro le Ong

Una posizione politica diametralmente opposta a quella tenuta, con la solita coerenza bisogna ammetterlo, da Matteo Salvini.

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Anche il segretario della Lega ha scelto il noto social network per commentare la vicenda del flop del Codice Minniti. Salvini, al contrario di Fratoianni, parla di “coscienza sporca” da parte di quelle Ong che non accettano i controlli delle autorità italiane e si chiede ironicamente se la loro sia solo “paura di perdere un bel po’ di quattrini”. Il leader lumbard dice basta a quelli che definisce “amici degli scafisti” e propone di sequestrare le navi, blindare i confini e chiudere i porti ai trafficanti.