Il Codice di comportamento in mare delle Ong voluto dal ministro dell’Interno Marco Minniti? Tutta farina del sacco #M5S secondo Alessandro Di Battista, il parlamentare pentastellato impegnato in questi giorni nella prima parte della campagna elettorale in Sicilia che porterà alle elezioni regionali del prossimo autunno. L’uomo di punta, insieme a Lugi Di Maio, del Movimento fondato da Beppe Grillo parla a ruota libera, intervistato dal Fatto Quotidiano, della questione immigrazione e delle possibili soluzioni da adottare per risolvere l’emergenza, anche appoggiando le leggi proposte dal Pd, fotocopiate, secondo Di Battista, da quelle M5S.

Di Battista denuncia gli sporchi affari delle coop con i migranti

#Alessandro Di Battista approfitta della sua presenza in Sicilia, in appoggio al candidato governatore a 5 Stelle Giancarlo Cancelleri, per parlare dei siciliani come di “un popolo di emigranti, un popolo accogliente”.

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Ma accogliere, aggiunge l’esponente grillino, non significa certo essere “fessi” e credere alle “stupidaggini” o alla sorpassata “catalogazione destra/sinistra”. Secondo il ‘Dibba’ il popolo siciliano è ben consapevole che il fenomeno dell’immigrazione “non è stato governato dalla politica”, intesa nel senso più alto del termine. Sull’affare #migranti, infatti, “ci hanno mangiato sopra cooperative spesso legate ai partiti”, come nel caso del Cara di Mineo, in provincia di Catania, per il quale è indagato il sottosegretario alfaniano Giuseppe Castiglione.

Minniti ha copiato la legge targata M5S

Alla domanda se sia soddisfatto del contenuto del Codice Minniti, Di Battista risponde seccamente che il codice si limita esclusivamente a riproporre la proposta di legge M5S, a prima firma di Alfonso Bonafede, che prevedeva la presenza a bordo delle imbarcazioni delle Ong della polizia giudiziaria italiana.

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Il problema è che, anche se dovesse essere firmato da tutte le Ong, non si sa ancora se le autorità italiane riusciranno a farlo rispettare, visto che non si tratta di una legge dello Stato, ma solo di un accordo. Nessuna paura, però, che quelli del Pd “ci rubino i temi”. Il problema dei Dem, semmai, è la litigiosità interna, come dimostra il recente caso dello scontro tra l’ala cattocomunista rappresentata da Graziano Delrio e le posizioni tenute dal titolare del Viminale.

Contro le Ong ‘cattive’

Di Battista rivendica i suoi trascorsi nella “cooperazione” per affermare che tra le Ong “il problema della trasparenza esiste” e dovrebbero essere queste organizzazioni, nel loro interesse, a doverla pretendere. Di fronte all’accusa di averle definite “taxi del mare” non si scompone, ma ricorda come sia stato già scoperto che alcune di loro hanno avuto “contatti con gli scafisti”, definiti anche “rapporti inquietanti” su cui indagano diverse procure. Comunque sia, prova a rassicurare il cittadino M5S, “chi si comporta bene non ha nulla da temere e può continuare a fare il suo lavoro”.