Non manca molto alle elezioni regionali in Sicilia e, come un fulmine a ciel sereno, uno storico militante pentastellato, Mauro Giulivi - escluso dalle Regionarie per non aver firmato un documento che gli era stato sottoposto dallo "Staff", necessario per candidarsi - ha fatto ricorso e il tribunale gli ha dato ragione: il provvedimento cautelare del tribunale di Palermo è stato la sospensione della consultazione online e il rinvio della causa al 18 settembre.

"Codice etico"

Il documento che Giulivi doveva firmare, ma che a suo dire non è stato possibile sottoscrivere essendo al lavoro e avendo avuto un preavviso di poco più di due ore per firmare in una "sede", non è neanche mai stato letto.

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Si tratta di quei documenti ad hoc che il Movimento 5 Stelle fa firmare ai suoi candidati, col nome di "codici etici", ma che in realtà sono solo clausole contrattuali che chiedono un "consenso".

La decisione del giudice

Il giudice di Palermo non riconosce tale testo come "codice etico" (essendovene già uno nel Movimento), e ha dichiarato sospesa la competizione che ha "incoronato" Giancarlo Cancelleri candidato ufficiale del #M5S alle elezioni regionali per l'arbitraria esclusione di un altro candidato, senza permettergli una più attenta sottoscrizione, oltre ai suoi impegni lavorativi improrogabili.

Lo "Staff" gli aveva inviato questa mail in cui lo rimuoveva dalla lista dei candidati per via di un procedimento disciplinare in corso negli ultimi sei mesi precedenti, precisamente col Collegio dei Probiviri.

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Tuttavia ora è subentrata la magistratura, l'ex attivista è sostenuto da Lorenzo Borrè e Riccardo Gentile e, in attesa di una decisione definitiva, la partita siciliana del M5S si complica parecchio.

L'analogo caso Cassimatis

In marzo, la candidata scelta online per il M5S a Genova, Marika Cassimatis, si era vista annullare la corsa per le comunali del capoluogo ligure, provocando non poco sconcerto in molti attivisti genovesi e portando la stessa ex candidata, arbitrariamente esclusa dopo aver vinto legittimamente le consultazioni online (in quel caso "Comunarie"), a fare ricorso e a poter rientrare nella competizione elettorale con una sua lista indipendente, senza più il simbolo 5 Stelle. La decisione non violava alcun regolamento nello "statuto" del Movimento, perché il suo garante si riserva il diritto di escludere dalle candidature in qualsiasi momento. Pare che la Cassimatis avesse rapporti che non piacevano a #GRILLO e Casaleggio con alcuni fuoriusciti, come Paolo Putti o Federico Pizzarotti. Bisogna chiedersi quando cesserà l'emorragia di candidati ed esponenti minori dal Movimento.