Il nome per esteso è Piano Nazionale Integrazione per i titolari di protezione internazionale’. Il documento, composto da 14 slide, è stato presentato al Viminale ieri, 26 settembre, dal ministro dell’Interno marco minniti. Lo scopo del Piano è quello di assicurare ai titolari di protezione internazionale (circa 75 mila oggi in Italia) i diritti previsti dalla nostra Costituzione, con relativi doveri, in modo tale da “garantire una ordinata convivenza civile” e contrastare il rischio razzismo e islamofobia. Il Piano Minniti si basa su valori definiti irrinunciabili che sia le persone che accolgono che quelle che vengono accolte devono rispettare.

Per i migranti sono previsti 4 doveri da compiere, compensati da altrettanti diritti che le istituzioni italiane si impegnano ad assicurare.

I 4 diritti del Piano Minniti

Secondo i dati diffusi dal Viminale stesso, al 31 agosto 2017 i destinatari del Piano Nazionale Integrazione, in quanto beneficiari di protezione internazionale sarebbero 74.853. Di questi, 27.039 sono rifugiati veri e propri, ovvero persone perseguitate nel loro paese di origine o che fuggono da guerre. Gli altri 47.814 sono considerati non rifugiati ma comunque a rischio e, quindi, titolari di protezione sussidiaria. A loro il ministero guidato da Marco Minniti chiede di imparare la lingua italiana (1), condividere i valori fondamentali della Costituzione (2), rispettare le nostre leggi (3) e partecipare alla vita economica, sociale e culturale del Paese (4).

I 4 doveri

In cambio di queste richieste, lo Stato italiano si impegna ad assicurare uguaglianza e pari dignità a tutti (1), libertà religiosa (2), libero accesso a formazione e istruzione (3) e non meglio specificati interventi finalizzati all’inclusione nella società italiana e all’adesione ai suoi valori definiti “non negoziabili” (4).

I percorsi di inclusione

La effettiva messa in atto di questa serie di diritti e di doveri verrebbe assicurata, si legge nel documento, da quelli che vengono chiamati “percorsi di inclusione”. Si va dal dialogo interreligioso alla formazione linguistica, dalla valorizzazione delle capacità dei migranti all’accesso all’assistenza sanitaria.

Previste anche facilitazioni economiche per l’accesso a residenze e alloggi, la possibilità di ricongiungimento familiare e servizi di informazione e orientamento. L’Italia, poi, promette di prevenire e contrastare ogni tipo di discriminazione e di includere i rifugiati in progetti di cittadinanza attiva.