Virginia Raggi fa sempre parlare di sé. Sarà perché è molto amata dal popolo del movimento 5 stelle che le ha attribuito ovazioni pure sabato 23 settembre al raduno nazionale a Rimini e, nello stesso tempo, avversata dagli altri partiti (soprattutto il Pd) dopo che ha vinto nettamente più di un anno fa le elezioni a Roma, capitale d’Italia. Da quel momento, la giovane avvocata è sempre stata al centro dell’attenzione dei media. Ora per le indagini a suo carico è stata richiesta l'archiviazione per due capi d'imputazione su tre. Per la Raggi è rimasta in piedi invece un'altra accusa: vi è stata infatti la richiesta di rinvio a giudizio per falso ideologico, senza aggravante.

Il tutto perché la sindaca a 5 Stelle avrebbe compiuto una falsa dichiarazione inviata alla responsabile Anticorruzione del Comune in cui sosteneva che la scelta di nominare Renato Marra, poi revocata, a capo del dipartimento Turismo del Campidoglio, era stata solamente sua.

Chiesta l'archiviazione per l'abuso di ufficio e la storia delle polizze a lei intestate da Romeo

Nel frattempo, l'accusa di abuso è stata archiviata perché, secondo i magistrati che indagano da parecchi mesi sulle vicende in Campidoglio, la nomina di Salvatore Romeo a capo della sua segreteria non si poteva fare, ma venne effettuata senza dolo, ovvero senza la volontà di infrangere la legge. La richiesta di archiviazione dei pubblici ministeri si è estesa pure alla stipulazione di alcune polizze nelle quali Romeo aveva indicato la sindaca quale beneficiaria in caso di morte del titolare.

In questo caso, per i pm non ci sarebbe alcun reato. Romeo avrebbe deciso di agire in tal modo per il forte rapporto di amicizia e di stessa visione politica dei due che furono fin dalla sua costituzione a Roma, degli attivisti impegnati a far crescere il Movimento 5 stelle di cui poi la Raggi fu per qualche anno consigliere comunale all’opposizione, prima di diventare sindaca.

Contenta sia la sindaca di Roma sia il garante 5 Stelle Beppe Grillo

La Raggi, pur in presenza di una richiesta di rinvio a giudizio sempre ritenuta finora molto grave per un movimento che fa dell’onestà la sua bandiera, ritiene che la caduta di due accuse su tre sia una vittoria, poiché per mesi è stata infangata su quasi tutti i mass-media e si dice fiduciosa di uscire bene anche da quella per falso ideologico. Contento pure il "lider maximo" del Movimento 5 stelle Beppe Grillo con la motivazione che per i due reati più gravi è stata chiesta l’archiviazione.