In una domenica priva del calcio di Serie A, precettato dalla Nazionale per il difficile incontro di questa sera contro l'Albania, con la Ferrari di Sebastian Vettel fuori dal Gran Premio di F1 sin dai primi giri (le 7 del mattino in Italia), sembrava non ci fossero i presupposti per il classico scontro domenicale. Ma ecco che arriva: ci hanno pensato due dei leader della sinistra italiana ed accendere un dibattito interno, che ha assunto rapidamente i toni dello scontro diretto fra i due personaggi.

La campanella del primo round

Ad accendere le fiamme ci ha pensato Roberto Speranza [VIDEO], leader di Articolo 1 MDP con un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, nella quale afferma che sono pronti i tempi ed i modi per creare una grande assemblea democratica ed indicando anche una data, il 19 novembre, per la probabile consultazione popolare.

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Nell'intervista #speranza ha poi marcato stretto l'ex sindaco di Milano #pisapia, prospettandogli un "in o out" chiaro e preciso.

La replica

È arrivata da Mesagne, in provincia di Brindisi, dove era presente per partecipare un dibattito pubblico, la pronta replica di Giuliano Pisapia. Sollecitato dai giornalisti ad una risposta all'ultimatum imposto da Speranza, il coordinatore di Campo Progressista ha augurato "buon viaggio" a Speranza, ribadendo che il suo progetto politico "non è un partitino del 3%" ma la creazione di una coalizione ampia, condivisa, aperta ed inclusiva.

Tutto questo sullo sfondo di un dibattito domenicale sul quale pesava come un macigno l'affermazione di Matteo #Renzi durante l'ultima Direzione centrale del PD, durante la quale ha affermato la possibilità dell'apertura del partito a possibili coalizioni.

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Lo stato dell'arte sul voto

La tanto sospirata, temuta e famigerata legge elettorale sembra ai nastri di partenza. Da domani, martedì 11 ottobre, il "Rosatellum 2.0" (questa l'attuale denominazione) inizierà il suo iter parlamentare, che non sarà semplice, anche se al momento sembra ci siano ampie convergenze sul progetto.

Allo stato attuale delle cose, sembra intempestiva la nascita di un nuovo soggetto politico. La stesura finale della nuova legge elettorale definirà le varie modalità di partecipazione alla competizione politica, e formare la squadra senza conoscere le regole del gioco, chi saranno gli avversari e come questi si metteranno in campo potrebbe risultare, alla fine, rischioso e controproducente.