Dopo il successo di AFD in Germania anche l'#austria si sta preparando a una forte avanzata di un movimento di #Estrema destra. Si tratta dell’FPÖ, tradotto partito delle libertà, ma molto distante dal nostrano PDL guidato all'epoca da Silvio Berlusconi. Questo partito austriaco è molto vicino alle idee di Salvini ma ancora più estremizzate.

L'avanzata dei nazionalisti austriaci

Sono i diretti eredi di Haider, anzi a dire il vero sono ancora più estremizzati. Nel 2005 il partito del defunto leader austriaco di estrema destra cambiò linea, estremizzandosi ancora di più. Per questo motivo Haider abbandonò il partito che passò a Heinz-Christian Strache, da allora alla sua guida.

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L'anno scorso per pochissime preferenze non vinse le presidenziali, per appena 31 mila voti, ma ottenne comunque un 35% di consensi. Non vinse a causa dei voti di Vienna, perché in tutto il resto dell'Austria il candidato Norbert Hofer prevalse ovunque. Quest'anno invece la sfida per le elezioni, che si terranno tra una settimana, è tutta a favore dell'FPÖ.

Il partito nel tempo è mutato, abbandonando i localismi e parlando di sovranità, scagliandosi contro l'Europa delle banche e contro Bruxelles e volendo bloccare a tutti i costi l'immigrazione; con questi temi il partito vola nei sondaggi, tanto da darlo quasi sicuro come vincitore alle elezioni. L'#Unione Europea dal canto suo definisce l'FPÖ come una partito razzista e addirittura nazista, mentre il papa emerito Ratzinger ricevette in dono da Haider un albero di Natale che poi fece installare a piazza San Pietro.

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Tra una settimana dunque Heinz-Christian Strache potrebbe diventare il primo presidente del consiglio di estrema destra in Europa. Il comportamento del candidato premier ricorda quanto fatto da Salvini, entrambi hanno preso le redini di un partito locale e lo hanno portato alla ribalta nazionale. Oltre al fatto di averlo sottratto ai precedenti leader, Haider nel caso austriaco e Bossi nel caso italiano.

Le visioni politiche di Heinz-Christian Strache

A dispetto di quanto si possa credere il leader austriaco non vuole distruggere l'Unione Europea ma la vuole riformare, con l'aiuto dei "paesi amici" come Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca e Polonia. L'Italia, dice, ha bisogno di essere aiutata dall'Europa che non può lasciarci soli nell'emergenza migranti. Mentre sulla Brexit dice che il referendum va rispettato e va perseguito il divorzio dall'Unione Europea, lo stesso vale per i catalani che hanno diritto all'indipendenza.