#Nello Musumeci è il nuovo presidente della Regione Siciliana. L'ex europarlamentare, sostenuto da Fratelli d'Italia, Forza Italia, Noi con Salvini e da una serie di movimenti e liste civiche tutte riconducibili al centrodestra, si è attestato intorno al 40 %, raggiungendo il massimo risultato previsto dagli exit poll [VIDEO]. Al secondo posto il rappresentante del M5S, Giancarlo Cancelleri, che può comunque gioire di un risultato straordinario. Oltre ad aver superato il 34 %, infatti, il candidato pentastellato guida idealmemte il primo partito dell'isola. Lo era già cinque anni addietro ed il boom siciliano fece da apripista ai futuri successi nazionali dei grillini.

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Chi invece può solo riflettere sui troppi errori è il PD: il 'carneade' Fabrizio Micari, come facilmemte prevedibile, non ha sfondato ed il 18,60 % è davvero un magro bottino per l'area politica che ha governato la Regione negli ultimi cinque anni. A conti fatti sarebbe stata una netta sconfitta anche con un centrosinistra allargato alla sinistra più radicale, quella schierata sotto il vessilo di Claudio Fava che chiude poco al di sopra del 6 %. Una manciata di voti, infine, per l'indipendentista Roberto La Rosa che non raggiunge l'1 % e magari commenterà come un novello barone de Coubertin che l'importante è partecipare. Musumeci è pertanto il quarto presidente della Regione Siciliana eletto direttamente dai cittadini, dopo Totò Cuffaro, Raffaele Lombardo e Rosario Crocetta, ma è il primo a provenire da un'area politica di destra, considerato che i citati Cuffaro e Lombardo, pur sostenuti più o meno dalle stesse forze politiche, erano entrambi 'reduci' della vecchia DC.

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Questi, pertanto, i vincitori reali e morali della competizione. Ad essere del tutto sinceri hanno vinto gli astensionisti [VIDEO], come cinque anni fa e, anzi, hanno fatto ancora meglio visto che sono andati alle urne soltanto il 46,76 % degli aventi diritto al voto.

La terza volta di Musumeci, quella vincente

La terza volta è quella buona. Nello Musumeci, come noto, aveva già tentato altre due volte la scalata verso la presidenza della Regione Siciliana. Nel 2006 aveva rinunciato a sostenere il presidente uscente, poi riconfermato, Totò Cuffaro e si era candidato alla guida del movimento 'Alleanza Siciliana'. Aveva chiuso la sua esperienza ottenendo il 5,3 % delle preferenze, Cuffaro era stato eletto con il 53,1 contro il 41,6 della candidata del centrosinistra, Rita Borsellino. Nel 2012 era stato invece il candidato ufficiale del centrodestra, ma era stato superato da Rosario Crocetta eletto con il 30,5 % (Musumeci si era fermato al 25,7).

La carriera politica, i primi anni

Sebastiano Musumeci, detto Nello, è nato a Militello in Val di Catania il 21 gennaio 1955.

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Inizia a far politica nelle organizzazioni giovanili del Movimento Sociale Italiano. A 20 anni viene eletto in consiglio comunale nella sua cittadina d'origine. Successivamente è stato consigliere comunale anche a Gravina di Catania e Castel di Iudica, nei primi anni '80. Nel 1987 diventa segretario provinciale del MSI di Catania ed entra nel massimo consesso civico del capoluogo etneo, dal 1990 al 1993. Nel 1994 viene eletto presidente della Provincia Regionale di Catania, sostenuto dalla sola lista del MSI e termina il mandato pur non avendo una maggioranza solida a suo sostegno. Viene rieletto nel 1998: Musumeci, insieme al sindaco di Catania di centrosinistra, Enzo Bianco, viene considerato uno dei maggiori artefici politici della cosiddetta 'Primavera etnea'. Nel 1995 aderisce ad Alleanza Nazionale, nuovo progetto della destra lanciato da Gianfranco Fini. Si fa apprezzare soprattutto per la sua veste di integerrimo politico antimafia, tant'è che a causa delle minacce ricevute ha vissuto sotto scorta per diversi anni.

Il Parlamento Europeo e gli incarichi nazionali

Nel 1994 era stato eletto eurodeputato con Alleanza Nazionale e confermato nell'incarico anche nel 1999 e nel 2004. Nel 2005 'rompe' con il partito di Fini e fonda Alleanza Siciliana. Successivamente rivestirà importanti incarichi di governo. Nel 2011 infatti viene nominato sottosegretario al Ministero del lavoro e delle politiche sociali (nel frattempo è transitato ne La Destra), carica che occupa fino alle dimissioni dell'ultimo governo presieduto da Silvio Berlusconi. Nel 2013 è stato eletto presidente della Commissione Regionale Antimafia. Nel 2015, infine, fonda (insieme ad altri esponenti politici) il movimento 'Diventerà Bellissima' che prende spunto da una celebre frase di Paolo Borsellino rivolta alla Sicilia. #Elezioni regionali