Ancora 48 ore e si conoscerà il vincitore delle elezioni regionali in Sicilia. Il tema all’ordine del giorno restano le alleanze che potrebbero scaturire all’indomani del voto. A dispetto delle polemiche e degli attacchi incrociati, infatti, le trattative tra i partiti sono già cominciate da un pezzo lontano dalla luce dei riflettori. Movimento5Stelle e Centrodestra possono vantare un buon vantaggio sulla concorrenza ma hanno al contempo la consapevolezza, numeri alla mano, di non poter governare da soli. Partito Democratico e il fronte di Sinistra restano sull’uscio pronti a dire sì al corteggiamento potenziale dei futuri governatori. Chissà che proprio dall’incertezza e dai flebili equilibri siciliani non possa nascere una sorta di laboratorio politico, pronto per essere trapiantato su larga scala anche dopo le governative del 2018 per effetto del Rosatellum bis.

Pubblicità
Pubblicità

I grandi abbracci trasversali del resto non possono essere considerati una vera e propria novità sull’isola. Basti pensare ai precedenti di Raffaele Lombardo e Rosario Crocetta che pure hanno beneficiato della generosità dei nemici per sedersi sulla poltrona più comoda di Palazzo d’Orleans. Comunque vada a finire domenica, in definitiva, la partita tra le forze politiche è destinata a protrarsi nel tempo.

M5S spera nel colpaccio

Vincere in Sicilia per prendersi Palazzo Chigi. La strategia impostata a tavolino da Grillo e Casaleggio ha unito a doppio filo le elezioni regionali alle politiche. Anche per questo il Movimento5Stelle ha concentrato i suoi big al servizio del candidato Giancarlo Cancelleri. Per avere la meglio rispetto alla concorrenza, Luigi #Di Maio e Alessandro Di Battista in primis, hanno girato in lungo e in largo l’isola.

Pubblicità

La loro presenza è servita soprattutto a piazzare la cosiddetta pezza nei momenti più difficoltosi della campagna elettorale. L’elettorato siciliano, da sempre poco incline ai cambiamenti, ci ha messo tempo ad assorbire la controproposta grillina. Gli errori poi non sono mancati, a cominciare dalla vittoria contestata di Cancelleri attraverso il voto online. E che dire del tweet del designato assessore ai Rifiuti, Angelo Parisi, contro il dem Rosato (“Facciamo un patto: se la Consulta casserà la tua legge, noi ti bruceremo vivo” ndr); o del caso dell’altro assessore in pectore, Gionata Ciappina, condannato a due mesi con sospensione condizionale ma scomunicato solo ieri dal M5S. Tutte battute d’arresto che hanno ridimensionato il vantaggio di Cancelleri, pronto a tendere la mano al candidato di Mdp e Sinistra Italiana: Claudio Fava.

Questione di feeling

Chi attende il responso delle urne con relativo ottimismo è il Centrodestra. Nello Musumeci tallona voto su voto Cancelleri ma, anche in caso di vittoria, avrà bisogno dei voti del Centrosinistra per garantirsi il governo della Regione.

Pubblicità

Fabrizio Micari, l’uomo voluto da #Renzi, sembra in tal senso l’uomo giusto al posto giusto. Questione di feeling, questione di larghe intese. L’unico ostacolo che potrebbe frapporsi tra Berlusconi e il segretario del PD, è Matteo Salvini. Il capo del Carroccio ha già costretto l’ex Cavaliere a rifiutare l’autoinvito di Alfano di entrare nella coalizione e non ha nessuna intenzione di ritrovarselo ancora fianco a fianco. Piuttosto convergerebbe sui Cinquestelle con i quali pure è entrato in collisione nelle ultime settimane dopo il sì alla nuova legge elettorale. A gridare all’inciucio tra Berlusconi e Renzi nelle ultime ore ci ha pensato Di Maio, che ha sfidato il capo dei dem al duello post urne: “Non è una fake news, hanno un accordo per spartirsi la Sicilia e l’Italia”. Invito accolto e rispedito al mittente: il duello tra aspiranti premier si terrà martedì negli studi di La7 in prima serata. Arbitro del match, il padrone di casa Giovanni Floris. #regionali sicilia