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A seguito delle dure parole utilizzate dal presidente degli Stati Uniti Donald #Trump per descrivere i Paesi da cui provengono i #migranti a cui viene riconosciuta la protezione internazionale, etichettate come xenofobe e razziste, non poteva che far seguito l’indignazione mondiale, capeggiata dalle Nazioni Unite e dall’Unione Africana, che chiedono al tycoon di scusarsi con tutte le persone direttamente o indirettamente interessate dalle frasi da lui pronunciate.

Gli insulti di Trump ai migranti

L’episodio che ha scatenato una forte ondata di risentimento si è verificato ieri, quando Trump ha incontrato nello Studio Ovale alcuni membri del Congresso per discutere, tra le altre cose, la questione dell’immigrazione e la possibilità di abolire lo status di protezione per alcune categorie di migranti.

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In particolare, a suscitare scalpore e a confermare gli orientamenti xenofobi del presidente è stata l’espressione “shithole countries”, dalle molteplici e in ogni caso volgari traduzioni, con cui il presidente americano ha indicato i Paesi d’origine degli immigrati, provenienti soprattutto da Haiti, El Salvador e dai Paesi africani. Stando alla traduzione più rilanciata dai media nazionali, il presidente Usa avrebbe affermato: “Perché gli Stati Uniti dovrebbero accogliere la gente che arriva da questo ce**o di Paesi [VIDEO]?”. Come è noto, si tratta di Paesi in cui la sopravvivenza è estremamente dura, Paesi dai quali centinaia di migliaia di persone sono state costrette a scappare non solo per questioni legate alle congetture economiche, politiche e sociali, ma anche a cause di disastri e calamità naturali che, favorendo il dilagare di fame e malattie, hanno reso pressoché impossibile la vita in quelle zone.

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Le Nazioni Unite e l’Unione Africana

Le parole di Trump, decisamente fuori luogo, non hanno provocato solo l’imbarazzo della Casa Bianca, ma anche le reazioni dell’Onu e dell’Unione Africana. Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha commentato la vicenda con un invito a rispettare sempre e in qualunque parte della Terra i diritti e la dignità di coloro che lasciano la propria casa in cerca di un futuro migliore. Molto più severa la posizione del portavoce delle Nazioni Unite per i diritti umani, Robert Colville, che ha bollato come “Vergognosi” i commenti di Trump, spiegando che parole come quelle utilizzate dal presidente possono fomentare sentimenti xenofobi. Gli ambasciatori dei Paesi africani membri delle Nazioni Unite, al termine di un’intensa riunione di quattro ore, hanno diffuso una dichiarazione dai toni duri, approvata all’unanimità, con cui invitano il presidente degli Stati Uniti a ritrattare la propria posizione e a scusarsi per quanto affermato. L’Unione Africana si dice estremamente “allarmata” per l’accaduto, poiché le parole di Trump costituiscono una minaccia ai valori globalmente condivisi di rispetto della diversità, dei diritti umani e della solidarietà.

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La portavoce dell’UA, Ebba Kalondo, sostiene che un atteggiamento di questo tipo sia sorprendente, se si pensa che gli Usa rappresentano un esempio di realtà politica e sociale nata da migrazione, diversità e condivisione di opportunità.

Hillary Clinton: 'Ignorante e razzista'

Solo pochi giorni fa, il segretario di Stato americano Rex Tillerson aveva ricordato i valori degli Stati Uniti e l’importanza di concetti quali il rispetto e la diversità. Ma il presidente americano, oltre ad essersi espresso in modo inappropriato nei confronti dei Paesi che richiedono aiuto, ha anche ammesso che preferirebbe che i migranti provenissero da Paesi quali la Norvegia. In molti sono convenuti che si sia trattato di un’affermazione del tutto insensata, dal momento che non solo i norvegesi non hanno l’esigenza di emigrare, ma, secondo le statistiche sul livello di benessere, la qualità di vita è migliore in Norvegia che negli Stati Uniti, dunque di certo non opterebbero per un trasferimento negli Usa. Ancora una volta, dunque, Trump e la sua geopolitica hanno lasciato senza parole l’opinione pubblica mondiale. Hillary Clinton ha commentato la vicenda su Twitter, definendo “ignorante e razzista” Trump, spiegando che l’anniversario del devastante terremoto che colpì Haiti dovrebbe essere solo un’occasione per confermare l’impegno degli Usa a sostegno dei Paesi vicini colpiti da tragedie e non un elemento di discriminazione.