La raccolta dei rifiuti è uno di quei servizi che i cittadini, giustamente, danno per scontato. Rientra all'interno delle competenze dei comuni ai quali si pagano tasse come la Tari, destinate proprio alla manutenzione del bene pubblico. Nelle grandi città, quali Roma, nelle quali va ammesso nella maggior parte dei casi il fallimento della raccolta differenziata, già in situazioni normali i rifiuti spesso invadono le strade. Si comprende allora come uno sciopero nazionale come quello che sta interessando in questi giorni la capitale, complice l'arrivo del caldo, possa diventare un'emergenza. In questi casi non possono essere i cittadini, che già si stanno autotassando per la manutenzione dei propri quartieri, a risolvere la cosa.

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Il perché dello sciopero

Gli operatori ecologici scioperano e protestano per sostenere la vertenza finalizzata al rinnovo dei contratti. Gli operatori ecologici svolgono un lavoro fondamentale e delicato, ed hanno pieno diritto alle tutele previste dal loro sindacato. Non è quindi con loro che si deve prendersela. Tanto più che l'Ama informa i cittadini che, sciopero a parte, sta comunque tenendo sotto controllo la situazione. Lo sciopero è partito ieri 30 maggio davanti alla sede Utilitalia a Roma. L'adesione sembrerebbe raggiungere già nella giornata di oggi 31 maggio il 90 per cento. Il rischio è il collasso, tanto che il commissario straordinario di Roma Tronca ha fatto appello all'Ama stessa, tramite il suo presidente Fortini, per chiedere il ripristino, a sciopero finito, delle pulizie in maniera massiccia.

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Questo per evitare l'aggravarsi delle già pesanti situazioni di sporcizia e degrado nella capitale come avviene ad esempio a due passi dall'ospedale Gemelli.

Quell'appello dell'Ama ai cittadini: aiutateci a pulire Roma  

Arrivano già molte segnalazioni da diversi quartieri della capitale. A Trastevere soprattutto si registrano i disagi maggiori. In altre zone i rifiuti invadono le strade diventando anche un pericolo per la circolazione delle auto. E' per questo che l'Ama si rivolge direttamente ai cittadini affinché utilizzino i contenitori esistenti per la raccolta differenziata e non gettino l'immondizia a terra. Naturalmente non si può che condividere questa richiesta, anche se troppo spesso si dimentica che molti cassonetti sono pieni, spesso danneggiati se non addirittura bruciati. Gettare la spazzatura non è una cosa agevole a Roma nella maggior parte dei quartieri, con i cassonetti depredati da senzatetto e nomadi che rovistano in cerca di cibo o di qualcosa da rivendere. E' tanta la rabbia per quelle tasse, si potrebbe dire, gettate nel secchio.

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E' giusto che, come di recente hanno fatto anche i dipendenti dei mezzi pubblici TPL, i lavoratori manifestino per i loro diritti. Sarebbe però anche giusto che i cittadini avessero un servizio adeguato alle tasse che pagano. Qualcuno rimborserà i romani per i giorni di disagio magari decurtando la quota della Tari?

 

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RIFIUTI, LA REGOLA DELLE 4 R

Risolvere il problema rifiuti a Roma sta purtroppo diventando davvero impellente. Lo sciopero dell’Ama di questi giorni ci ha messo di fronte ad una realtà difficile. Roma non può e non deve essere invasa dalla spazzatura. Per la gestione dei rifiuti la parola d’ordine è “rifiuti zero” come obiettivo strategico. Spingendo al massimo l’acceleratore con il “porta a porta”, entro il mio primo mandato conto di raggiungere il 75% di raccolta differenziata. Non è un miraggio o una promessa da campagna elettorale. Si può fare, con la regola delle “quattro R”: riduzione, riutilizzo, riciclo, recupero. Anche i cittadini devono fare la loro parte. Nelle strade, nelle piazze e nei giardini voglio moltiplicare i cestini per non dare tregua a chi sporca, per mettere in condizione i romani e i turisti di rispettare Roma. Se i romani pagano la Tari devono in cambio ricevere un servizio adeguato. #Cronaca Roma #Rifiuti tossici