È ormai da tempo che nelle zone che si trovano a cavallo del Grande Raccordo Anulare e a confine tra il comune di Roma e i comuni limitrofi (come quelli di Guidonia, Fonte Nuova, Tivoli, Monterotondo e Riano, comuni che creano una sorta di cintura attorno al Comune di Roma di pochi chilometri nel quadrante Roma Nord-Est) si vedono spuntare delle vere e proprie discariche a cielo aperto, costituite da calcinacci, mobili e rifiuti solidi ingombranti. Stiamo parlando, per intenderci, dei quartieri di San Basilio e Montesacro, attraversati trasversalmente dalle consolari Tiberina, Salaria, Nomentana e Tiburtina.

La progettazione urbanistica in queste zone è praticamente lasciata a sé stessa e i numerosi cantieri che hanno preso vita presso il Centro Agroalimentare di Roma sono complici della creazione di queste discariche abusive.

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Queste discariche, infatti, sono nate nel tempo a ridosso dei cantieri di allargamento della sede stradale della Tiburtina, degli svincoli in cui non sono mai state realizzate rotatorie né semafori, delle zone di nuovo inurbamento come La Cinquina (in zona Bufalotta), Casal Monastero (zona Nomentana), Settecamini e Marco Simone (in zona Guidonia).

Le discariche più grandi

Una delle discariche più impressionanti si trova in via della Tenuta del Cavaliere, tra il Castello di Lunghezza e il Centro Agro Alimentare di Roma, ossia Setteville-Lunghezza. Ma troviamo zone di abbandono anche presso il Tiburtino, il centro commerciale di recente apertura in località Albuccione nel quartiere di Guidonia, famoso per essere quasi interamente occupato da abusivi.  Dall’altra parte, sul versante Tiberino, arteria che dal quartiere Flaminio porta al Cimitero di Prima Porta, la sensazione è la stessa.

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La Tiberina, che porta fino a Fiano Romano, è un intervallarsi di discariche abusive di piccola e media entità, attraversate da strade in parte non asfaltate o prive di marciapiedi.

Una situazione di urgenza

Quat'area a ridosso del Grande Raccordo Anulare, di poco più di 2 km, necessita, quindi, di essere presa in considerazione dal comune di Roma il prima possibile, ora che la Provincia va verso la chiusura e i comuni limitrofi si dimostrano incapaci di gestire il tutto. Anche perché la situazione di degrado non caratterizza solamente il quadrante Nord-Est ma ormai anche Roma Ovest, Roma Sud e la maggior parte della periferia della Capitale. #Tutela ambientale #Cronaca Roma