Trovare una multa sul parabrezza dell'auto è senza dubbio una spiacevole esperienza. Naturalmente se si è commessa un'infrazione la multa è legittima e dovuta; in una città come Roma tuttavia, e questa non è una giustificazione, spiace notare la disparità di trattamento tra chi, ad esempio, viene "pizzicato" per aver lasciato un minuto l'auto in doppia fila  per accompagnare i bimbi a scuola e chi, sempre ad esempio, sosta occupando per ore parcheggi riservati a disabili o passi carrabili causando disagi se non veri e propri problemi. Ecco perché a molti cittadini piacerebbe poter cancellare quel pezzo di carta che spunta dal lunotto. È un privilegio questo però che pare riservato, come contestato dalla Procura, solo a qualche fortunato amico.

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Amico di vigili corrotti, s'intende. Non bastava lo scandalo dei certificati di morte a pagamento per indignare i cittadini onesti.

Un buco di 200mila euro: 3 vigili e la Roma bene truffavano lo stato

È notizia di stamane 18 maggio, come riportato tra gli altri da "Il Messaggero", che 14 persone, tra cui 3 vigili urbani e cittadini vip, sarebbero indagate per falso e truffa ai danni dello stato, cioè di tutti i cittadini. Sarebbero migliaia le multe annullate o fatte sparire per agevolare amici o vip. Addirittura sembrerebbe che pass di persone realmente disabili siano stati usati a loro insaputa. Questo afferma l'inchiesta sull'"ufficio contravvenzioni di via Ostiense", luogo ben noto ai romani. Un danno di circa 200mila euro, soldi che si sarebbero dovuti impiegare per, tra le altre cose, migliorare le condizioni disastrose in cui versano le strade della capitale.

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I fortunati esenti dalle contravvenzioni

È il solito discorso: esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B. I primi sono esentati, in maniera illecita, dal pagamento di quello che spetta invece a tutti gli altri. E la cosa che indigna maggiormente è che tali disparità sono perpetrate da coloro che dovrebbero far rispettare la legge sopra ogni cosa, e cioè chi indossa una divisa. Accanto ai vigili indagati spuntano così nomi della Roma "bene", tra cui gli imprenditori Bernabei di Trastevere. Il pubblico ministero che conduce l'inchiesta è Laura Condemi. Il pm firma l'avviso di conclusione delle indagini indicando Enrico Riccardi come l'uomo che avrebbe, tra il  2007 e il 2011, "abbonato" 1.288 multe ai veicoli riconducibili a due società degli imprenditori suddetti. Si legge nell'avviso del pm che "Riccardi, con i privati istigatori e beneficiari del profitto derivante dal reato, avrebbe soppresso o occultato le relate di notifica di contravvenzioni al codice della strada".

Diventa sempre più attuale la notizia dell'istituzione di corsi antistress per i dipendenti del Campidoglio, accolta da numerose critiche che sollevano la necessità di istituire anche corsi anti corruzione.

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