Un'operazione da parte delle Forze dell'ordine è stata attuata stamattina 19 Maggio 2016 presso un campo nomadi sito a Castel Romano (in provincia di Roma). Intervento mirato a verificare la situazione di legalità vigente in tale contesto. Durante le operazioni è stato controllato l'interno di vari container occupati abusivamente. I nomadi usufruivano inoltre di utenza gratuita (ed illecita) di acqua ed elettricità. 

Evacuati numerosi container

Il maxi-controllo nel campo nomadi di Castel Romano, da parte delle Forze del'Ordine, è stato attuato al fine di verificare la situazione di legalità all'interno di realtà come questa.

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Le operazioni si sono svolte nei confronti di 51 persone agli arresti domiciliari, di cui 31 concentrate presso il settore M. Evacuati vari container occupati abusivamente. Gli inquilini di tali strutture usufruivano in maniera illecita di acqua ed elettricità. L'operazione è stata attuata con successo grazie alla contributo dell'Arma dei Carabinieri, del Corpo Forestale dello Stato, della Polizia di Stato, del Corpo di Polizia di Roma Capitale, del Gruppo di Sicurezza Pubblica e del Dipartimento per le politiche sociali del Comune di Roma.

Campi nomadi a Roma: interviene la Lega

Sembra che i cittadini di Roma non vedano di buon occhio i numerosi campi nomadi sparsi per la Capitale, una realtà che non può certo essere ignorata così facilmente. Alcuni dei campi più degni di nota sono siti in zone come il Prenestino o Via Teano, dove è qui presente un insediamento abusivo.

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In tale contesto, sembra che i rappresentati locali di partiti come la Lega stiano facendo proseliti tra la popolazione. Uno di questi, Fabio Sabbatini, si sta battendo per non far aprire una possibile baraccopoli presso il V Municipio. I cittadini romani (almeno la maggior parte) sono in effetti molto preoccupati per le comunità nomadi presenti nella metropoli. La paura e la diffidenza sono aumentate all'indomani del recente rapimento e stupro avvenuto a via Teano, ai danni di una 26enne. Tornando al discorso Lega Nord, proprio ieri, il leader Matteo Salvini è stato contestato presso il campo di Via Candoni. Il segretario della Lega era in attesa della candidata a primo cittadino di Roma Giorgia Meloni. Salvini è stato aggredito verbalmente da un gruppo di persone, tra cui anche dei bambini. In diretta su Facebook, il leader del Carroccio ha commentato il tutto così: "Li hanno educati bene ... Lascio giudicare a voi la loro voglia di integrazione". 

Una problematica da non sottovalutare

Non è forse questione di razzismo in alcuni casi, bensì timore e paura a causa del comportamento di alcuni nomadi che abitano nelle piccole e grandi città italiane, Roma compresa.

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Abbiamo menzionato il caso della 26enne rapita e violentata in Via Teano, ma non dimentichiamoci altri eventi spiacevoli accaduti in passato. Lo scorso Novembre ad esempio, un ragazzo nomade di 17 anni investì ed uccise un ciclista 52enne nella Capitale. Il giovane si costituì un paio di giorni dopo presso la caserma dei carabinieri di Treviso. Parlando delle baraccopoli, esse sono delle vere e proprie “enclave” al di fuori della legalità e delle semplici norme sociali. L’esempio legittimo di Castel Romano è solo l’ultimo dei tanti casi di container e baracche occupate abusivamente e di utenza gratuita (ed illecita) di acqua ed elettricità da parte degli inquilini. Sempre a Castel Romano, neanche un anno fa, furono sequestrate 14 auto ad alcuni nomadi ivi residenti, in quanto sprovviste di assicurazione. I cosiddetti campi nomadi, sono quindi una sorta di “stati a sé” in cui vigono regole e morale diverse dalla consuetudine e dalla Costituzione Italiana. Proprio per questo le Forze dell’Ordine stanno aumentando controlli e maxi-blitz all’interno di tali realtà. Ma c’è ancora molto da fare. Da non dimenticare infatti i gravissimi casi di assenteismo presso le strutture scolastiche da parte dei bambini nomadi. Sempre prendendo come esempio il contesto romano, si calcola che un minore su cinque non si sia mai presentato in classe, che nove bambini su 10 non frequentino la scuola in maniera regolare e che, addirittura, su 1800 iscritti, solo 198 bambini nomadi frequentino almeno i tre quarti del normale orario scolastico.

SGOMBERARE E CHIUDERE DEFINITIVAMENTE CAMPI ROM

Non c'è se e non c'è ma i campi rom, soprattutto quelli abusivi, quelli in cui non si vive rispettando le regole della nostra città, non devono esistere. Vanno sgomberati subito. Non si possono tollerare zone franche in cui la legalità è un qualcosa di sconosciuto. Così come non si può più tollerare la nuova forma di schiavitù a cui vengono costretti i bambini rom. Roma ha speso 27 milioni di euro per la scolarizzazione dei rom ma 9 bambini su 10 non sono mai andati a scuola. Bisogna occuparsi di questi bambini come ci si occuperebbe di qualunque altro bambino nelle stesse condizioni cresciuto in una famiglia non rom e non sinti. Si deve togliere la patria potestà ai genitori che mandano i loro figli a fare accattonaggio invece che mandarli a scuola. Con una famiglia italiana ci comporteremmo così, lo stesso principio va applicato alle famiglie rom. Perché questa è Roma e qui le regole si rispettano. #Cronaca Roma