Tra i mille mali che avvolgono Roma c'è anche quello relativo agli asili nido. Spesso, in una situazioni di degrado in cui si ritrovano molti istituti superiori, il problema viene spesso messo da parte. Nei primi giorni di gennaio, il prefetto Tronca ha avanzato la proposta di privatizzare le scuole dell'infanzia della Capitale, mandando su tutte le furie i cittadini, spesso già alle prese con moltissime spese dovute all'istruzione dei propri figli. 

Una situazione che, come già detto, viene spesso dimenticata e lasciata in secondo piano, ma negli ultimi giorni anche la politica ha iniziato ad interessarsi della privatizzazione degli asili nido, anche perché una gestione non comunale potrebbe creare ulteriori problematiche nel rapporto cittadini-istituzioni

La folle idea di Tronca

L'aumento delle rette degli asili nido ha scatenato le proteste da parte della cittadinanza romana, ma è apparsa come una mossa disperata da parte del Comune di Roma per sopperire alla mancanza di fondi per gestire il servizio.

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Inoltre, oltre l'aumento delle rette, il Prefetto Tronca aveva proposto la cessione allo Stato della gestione della struttura.

Ma non bisogna sottovalutare anche la problematica relativa alla mancanza dei posti: spesso infatti i genitori sono costretti a compiere vere peripezie per iscrivere i propri figli agli asili nido comunali, dove spesso i posti messi a disposizione non soddisfano la domanda della cittadinanza. 

Degrado, mancanza di posti e spazi insufficienti

La soluzione sembra essere a portata di tutti: "aumentiamo gli asili nido". Sono questi i proclami che riecheggiano nella Capitale in questo periodo. Ma davvero c'è la possibilità di aumentare la presenza sul territorio degli asili nido? Molti lamentano degrado e poca manutenzione ai vari stabili, che rischiano di mettere in pericoli personale e bambini. 

Alcuni stabili sono totalmente da rifare e la mancanza di personale (e di fondi) rischia di amplificare un problema che si somma al totale.

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Ma alla fine, chi pagherà il conto? Purtroppo l'ipotesi più prevedibile e concreta resta sempre la stessa, ovvero i cittadini. 

ASILI E SCUOLE A NORMA E SOLUZIONI PER TUTTI I BAMBINI

Non mi darò pace fino a quando un solo bambino sarà costretto a restare fuori dagli Asili Nido o dalle Scuole dell’Infanzia. E fino a quando le scuole che ospitano i nostri figli non saranno tutte messe a norma. Per raggiungere l’obiettivo procederò a più tappe: espandere e potenziare l’attuale sistema di servizio nido misto pubblico-privato, prevalentemente attraverso la formula delle concessioni e delle convenzioni con i privati. Creerò inoltre un Albo di Baby sitter adeguatamente reclutate, formate dal Dipartimento competente di Roma Capitale. In coerenza con la delibera "Roma città famiglia" sperimenterò nuovi servizi e formule da affiancare alla rete nido esistente, come gli “asili nido familiari”: una neomamma con un figlio tra i 0 e i 6 anni può accudire in casa, oltre a suo figlio, altri tre bambini in età da asilo o da scuola dell’infanzia. Un sistema che può rendere il nido decisamente meno costoso sia per la famiglia sia per il Comune, aiutando le neomamme anche sotto il profilo occupazionale. Il tutto all'interno del rilancio di un "Piano regolatore dell'infanzia" che metta a sistema le risorse di Roma Capitale per dare risposte in ogni angolo di città alle famiglie romane e in particolare alle donne lavoratrici. Garantirò l’accessibilità ai nidi e l’esenzione totale dalla retta del nido dal terzo figlio in poi. #Cronaca Roma