Oltre 8 mila gli alloggi popolari messi in vendita dall’Ater (azienda territoriale dell’edilizia residenziale) per sanare i debiti, ammontanti a più di 350 milioni di euro nei confronti del comune di Roma, ed evitare, così, il collasso, dopo che – lo scorso 7 aprile – si era vista pignorare i conti in seguito alla cartella esattoriale di Equitalia. Una misura drastica quella adottata dall’azienda facente capo alla regione Lazio, che potrebbe portare alla svendita delle case popolari a causa della cattiva gestione Ater.

Roma e la (s)vendita delle case popolari da parte dell'Ater

Nonostante le parole (di circostanza?) del direttore Ater, secondo cui “la priorità sono i 3 mila locali commerciali, da vendere a prezzo di mercato”, tutto lascia pensare ad una vendita al ribasso degli alloggi popolari.

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I primi acquirenti, infatti, starebbero già approfittando della necessità a vendere dell’ente, che si trova a dover sanare una situazione debitoria praticamente insostenibile. A questo si deve aggiungere che, in passato, i prezzi di vendita degli immobili di proprietà dell’Ater di Roma sono stati ben più bassi rispetto al reale valore degli stessi. In seguito alla notifica del debito da parte di Equitalia (più di 350 milioni di euro di tasse sugli immobili non pagate), Ater aveva proposto, con lo scopo di sanare il debito, la cessione degli alloggi al Campidoglio, il quale, però, aveva ritenuto la proposta inammissibile. Da qui è nata la necessità di dover vendere, dapprima, i locali commerciali, e dopo i 5.500 appartamenti situati negli stabili in cui Ater è passata in minoranza (in un palazzo di 47 appartamenti del II Municipio solo uno è rimasto di proprietà dell’azienda).

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Roma, tra gli alloggi in vendita anche quelli occupati abusivamente

Nella cerchia delle case popolari in vendita ne risultano alcune occupate abusivamente. L’annoso problema dell’occupazione abusiva, che ha spinto il commissario Tronca all’adozione di misure drastiche, potrebbe spingere l’azienda a deprezzare (ulteriormente) gli appartamenti attualmente occupati. Ciò potrebbe portare al verificarsi di una situazione paradossale, e cioè l’acquisto degli immobili da parte degli occupanti, pronti a tutto pur di restare nel proprio alloggio. Non mancano, a tal proposito, casi in cui gli abusivisti si offrono di pagare un canone d’affitto (simbolico la maggior parte delle volte) pur di non vedersi sfrattati.

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