Vivere il centro storico di Roma diventa sempre più difficile, non tanto per la chiusura di botteghe o negozi storici, sostituiti da altre attività di minor pregio, quanto per la sensazione diffusa di un permissivismo, di una mancanza di regole che, alla fine, convincono anche i turisti a comportarsi come meglio credono. Questo articolo segnala solo uno dei recenti cambiamenti che contribuiscono al degrado e alla mancanza di rispetto nei confronti del nostro patrimonio artistico.

Nelle foto dei turisti resta una macchia indelebile

Nonostante sia in bella vista, nessuno ancora ha segnalato l'orrore delle insegne della nuova attività aperta nella Piazza della Rotonda, al Pantheon.

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In realtà, la cosa non sorprende più di tanto, dato che la zona è frequentatissima dai venditori di giochini e braccetti per i selfie provenienti dal Bangladesh, dai loro colleghi nigeriani, dai rom che vendono rose infilandole nel taschino del cliente cominciando con un "te la regalo", passando per barboni e mendicanti che non si allontanano mai dalla vicina mensa della Chiesa di S. Eustachio. Inoltre, non bisogna dimenticare i risciò elettrici che stanno sostituendo le carrozzelle e che circolano liberamente in quelle piazze che dovrebbero essere pedonali. C'è bisogno allora di turbarsi per una macchia di colore sorta in una piazza di così "poco valore?".

Il salotto di Roma

Noi crediamo proprio di sì. Del resto, non molti anni fa, la piazza era il "Salotto di Roma", grazie anche al lavoro infaticabile di Michele Di Rienzo, che fece del suo bar un ambiente raffinato, frequentato da Vip internazionali, personalità del mondo artistico e della politica.

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Di conseguenza anche il Ristorante Fortunato si è trovato, nel corso del tempo, ad accogliere - forse grazie anche alla cornice inimitabile - tanti nomi illustri. Con la chiusura di Mc Donald's si era sperato in un ritorno agli antichi fasti e invece, anche per la gestione particolare di alcuni esercizi, le cose sono andate diversamente.

Ma se allarghiamo l'immagine...

La situazione non migliora nemmeno nei dintorni e così, tanto per fare un paio di esempi, Via dei Pastini dalle dieci del mattino è affollata dai tavolini all'aperto che non consentono il transito alle vetture della pubblica sicurezza e alle autoambulanze, e figuriamoci come possano percorrerla i mezzi dei Vigili del Fuoco. Poi c'è Piazza della Maddalena dove, all'angolo con Via delle Colonnelle, grazie alle cattive abitudini dei cittadini, c'è una discarica a cielo aperto che i netturbini sono costretti a bonificare giornalmente. Il tutto contornato da palazzi che all'esterno ospitano i recentissimi e numerosissimi minimarket di scuola indiano-londinese, mentre al loro interno sono in maggioranza case vacanza senza regole di alcun tipo.

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Eppure Roma Capitale, come recita lo Statuto del 7 marzo 2013: "consapevole delle responsabilità che le derivano dalle straordinarie tradizioni e peculiarità storico-politiche e culturali della città Capitale d'Italia...si impegna a tutelarne e a valorizzarne il patrimonio artistico, storico, monumentale e ambientale...".

Che fare?

Forse il Prefetto Tronca o il futuro sindaco prenderanno provvedimenti per questa zona, ma siamo sicuri che qualsiasi intervento di qualunque tipo avrebbe messo d'accordo, per una volta, anche Vittorio Sgarbi e Federico Zeri. Solo il ristorante Armando al Pantheon, come conferma il regista Paolo Sorrentino, resta ancora una "grande bellezza".

DEGRADO, SAREMO IMPLACABILI CON CHI OFFENDE LA BELLEZZA DI ROMA

Come ho provocatoriamente detto, Roma è un museo tramutato in stalla, una città abbandonata e spesso maltrattata, lasciata alla mercé di chiunque. E allora oggi non è il momento di pianificare la prossima mostra o di decidere se i faretti debbano essere blu o gialli. Bisogna ripulire il museo prima di pensare al prossimo evento. #Cronaca Roma #Cultura Roma