Il sospetto è di quelli gravi e pesanti. La camorra avrebbe tentato di infiltrarsi direttamente nelle carceri, per controllare da dentro la giustizia e i contatti malavitosi. Lo svela "Il Messaggero" stamane 18 maggio. Sarebbero stati infatti scoperti ben 88 candidati partecipanti al concorso del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria che si è tenuto recentemente alla Fiera di Roma con in tasca non solo le risposte ai quesiti, ma anche radiotrasmittenti e auricolari. Dopo la notizia della contestazione di falso e truffa a carico di 3 vigili urbani, arriva quest'ultima.

La Procura di Roma ipotizzerebbe un'infiltrazione camorristica

A rendere noto il fatto le ammissioni degli stessi concorrenti trovati in fallo.

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Che ci sia qualcuno che "copia" ai concorsi può capitare, purtroppo, così come può capitare che vi siano degli accordi di favoritismo tra concorrenti e personale in carica. Naturalmente non poteva passare inosservato né il numero dei candidati truffaldini né tantomeno il tipo di concorso al quale partecipavano. 400 allievi agenti di polizia penitenziaria, cioè coloro che materialmente lavorano nelle carceri a contatto con i detenuti. E' stato così che sono partite le indagini condotte dal procuratore aggiunto Michele Prestipino. I nomi dei candidati smascherati avrebbero condotto infatti per vie traverse a clan camorristici noti alla magistratura. E' intuibile la gravità e la pericolosità di questo presunto tentativo di infiltrazione. A insospettire se non proprio a consolidare le ipotesi investigative ci sono anche le cifre pagate per le soluzioni ai test di ingresso.

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Si parla addirittura di 25.000 euro. Chi sborserebbe una cifra del genere per ottenere solo le risposte ai quiz? Il procuratore aggiunto potrebbe pertanto aprire un fascicolo per falso e tentata truffa. L'inchiesta sventa un possibile e probabile reato, come aveva fatto recentemente quella sugli attacchi terroristici a Roma.

Dura la risposta del DAP: irregolarità sventate con tempestività e rigore

Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, secondo il sito "Blitzquotidiano" che riporta la notizia “si è mosso con tempestività ed estremo rigore. Le irregolarità sono state sventate grazie alle attente e puntuali verifiche degli appartenenti alla Polizia penitenziaria preposti ai controlli”. La denuncia sarebbe partita proprio dal Nucleo Investigativo Centrale della Polizia penitenziaria cui la stessa Autorità giudiziaria competente ha delegato le indagini. Recentemente l'ombra della camorra si era allungata anche sulle indagini per l'omicidio della piccola Fortuna Lofreddo, uccisa a Parco Caivano dopo anni di abusi.

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