Le polemiche per la presenza del centro di accoglienza Salem, a fianco dell'Istituto Fabio Filzi di Via Santi, separato dalla #Scuola solo da una recinzione, sfociano in un boicottaggio dei genitori del quartiere, molti dei quali hanno iscritto i figli ad altre scuole. Per il preside hanno vinto le strumentalizzazioni politiche: "non ci sono mai stati problemi con gli ospiti del centro", ha commentato. Il centro Salem è gestito dalla cooperativa "Eriches 29", consorziata con la cooperativa di Salvatore Buzzi, patron della Cooperativa “29 giugno Onlus”, finito in manette nell'ambito dell'inchiesta "mafia capitale".

Il boicottaggio di molti genitori

"Non iscriviamo i nostri figli se ci sono i richiedenti asilo a fianco alla scuola".

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Lo avevano annunciato, e molti genitori hanno dato seguito alla minaccia, iscrivendo i propri bambini ad altri complessi scolastici. Le iscrizioni per la prima elementare alla Fabio Filzi sono state solamente otto, numero insufficiente per comporre una classe, e pertanto la nuova prima elementare è stata cancellata, dirottando i pochi iscritti verso altri istituti

Le strumentalizzazioni degli estremisti di destra

La dirigente dell'istituto Anna Fiorani si dice rammaricata: aveva provato in tutte le maniere a convincere le famiglie che la presenza del centro non rappresenta un pericolo, ma i genitori non ne hanno voluto sapere. La preside punta il dito sulle strumentalizzazioni portate avanti da estremisti di destra, molti dei quali residenti in altri quartieri della capitale, che hanno gettato benzina sul fuoco.

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La preside sottolinea come tra gli alunni e gli ospiti del centro di accoglienza non ci sarebbe stato nessun contatto. Ma evidentemente la vicinanza è stata ritenuta da molti genitori un motivo sufficiente per orientarsi su altri istituti. 

La storia dell'edificio adibito a centro di accoglienza

L'edificio che oggi ospita il Centro Salem durante il ventennio fascista era dedicato alla "Gioventù italiana del littorio", ma con la fine del fascismo rimase a lungo vuoto, fino a quando fu assegnato alla polizia municipale, che in seguito lo ha liberato per fare spazio ad un polo educativo, ma per rispondere all'emergenza migranti è stato deciso di utilizzarlo per ospitare i richiedenti asilo. Un anno fa Luigi Manconi, presidente del Comitato per la tutela dei diritti umani, ha visitato la struttura, denunciandone l'inadeguatezza. #Cronaca Roma #crisi migratoria