#ignazio marino è fuori dai guai. Per l'ex primo cittadino della Capitale arriva l'assoluzione. A deciderlo il gup di #Roma, Pierluigi Balestrieri, respingendo le richieste dei pm Roberto Felici e Pantaleo Polifemo. Lo scandalo dello “scontrino gate” che aveva coinvolto Marino, gli era costato il posto in Campidoglio.

Sono felice, aspettavo questo esito perchè sapevo di essere innocente”, è stato il primo commento di Marino alla sentenza di assoluzione. La Procura aveva chiesto una condanna a 3 anni e 4 mesi. L'ex sindaco, nel corso di una conferenza stampa convocata subito dopo la sentenza, ringrazia la giustizia e condanna i comportamenti dei media e della politica che mossero accuse molto pesanti nei suoi confronti.

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E inoltre aggiunge come un anno fa tutta questa faccenda abbia danneggiato la democrazia nella Capitale. E a chi gli chiedeva se si aspetta delle scuse Marino ha risposto che "le scuse da parte di chi ha arrecato un'offesa richiedono capacità di analisi, umiltà e onestà intellettuale. Sono sicuro che in base a queste tre doti ognuno deciderà se scusarsi o no".

Il caso

Le accuse mosse nei confronti di Ignazio Marino, allora sindaco di Roma, riguardavano 56 cene private consumate in numerosi ristoranti di Roma e altre città, pagate con la carta di credito del Comune e fatte passare come “incontri istituzionali” negli scontrini di servizio. Accaduti tra luglio 2013 e giugno 2015 e addebitati al Campidoglio per un totale che ammontava a quasi 13 mila euro. Infatti il Campidoglio, costituito parte civile, aveva chiesto 600mila euro di risarcimento per il danno d'immagine procurato alla città. E oltre a questo la Procura, riguardo la Onlus Imagine, fondata da Marino nel 2005, gli contestava di aver predisposto tra il 2012 e il 2013 la certificazione di compensi per prestazioni fatte da collaboratori inesistenti.

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La sentenza

La sentenza ha riguardato Marino nella triplice accusa di peculato, truffa e falso. #assolto dal peculato e dal falso, perchè il fatto non sussiste, in relazione agli scontrini dei rimborsi. Assolto dall'accusa di truffa, per i contributi alla Onlus, perchè il fatto non costituisce reato. La sentenza è stata emessa dal gup dopo una camera di consiglio di soli 15 minuti.