Dietro al lungomare di ponente ed al Porto turistico di Roma, sorge Nuova #ostia, quartiere popolare che sta morendo tra degrado, serrande abbassate, un parco, quello di piazza Gasparri, abbandonato a se stesso, circondato da palazzoni costruiti negli anni '70.

Il business di Armellini e le case fatte con la sabbia

"Pago l'affitto da 40 anni ed ora rischio di essere sfrattata". Questo è il ritornello degli anziani del posto che stanno vivendo con ansia una situazione che ha del paradossale. Parliamo delle case del costruttore Armellini, dagli anni '70 affittate al Comune di Roma che le ha destinate all'emergenza abitativa.

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Muri e balconi che cadono a pezzi e pilastri deboli fanno pensare che la leggenda delle "case di ricotta" (così soprannominate) costruite con calce allungata con la sabbia per risparmiare, sia effettivamente realtà. Una lettera di sfratto per un contenzioso tra Comune di Roma e "palazzinari" ha allertato i residenti, 1200 famiglie, che rischiano di essere sgomberati e che nei giorni scorsi hanno manifestato sotto al Campidoglio.

Lo skate park sequestrato: si rifarà ma non a Nuova Ostia

Dalle finestre di alcune case Armellini, quelle di via Marino Fasan, ci si affaccia sulle macerie di quello che era uno skate park di calibro internazionale che è stato chiuso e sequestrato per poi andare a fuoco tre anni fa. Da allora è diventato un ricovero per senzatetto, un cumulo di resti e rampe su cui tra topi e immondizia, si intravede ancora qualche giovane con una bicicletta.

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"Lo skate park si rifarà", aveva annunciato la Raggi in campagna elettorale ed effettivamente sarà così, ma difficilmente a Nuova Ostia. L'area di decine di centinaia di mq è di proprietà del Vaticano e comprendeva anche un campo di calcio che oggi è deserto anch'esso. Un quadro desolante di un quartiere dove soprattutto per i giovani non sembra esistere alternativa alla strada.

A chi fa comodo il degrado?

Quello che sembra è che ci sia una volontà politica di criminalizzare questo quartiere ed ostacolare la sua rinascita. Aprire un'attività a Nuova Ostia non conviene a nessuno: farsi assegnare i locali commerciali pubblici è impossibile e di conseguenza restano chiusi o finiscono per essere occupati da persone in emergenza abitativa. Gli unici punti di aggregazione, una palestra ed una scuola di danza, sono stati sgomberati due volte perché, secondo le accuse, gestite dalla malavita organizzata. Almeno per i giornali, perché nella realtà dei fatti, quello che ha portato alla chiusura sono delle presunte irregolarità burocratiche e amministrative, probabilmente riscontrabili in buona parte delle attività dello stesso tipo.

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Curioso è che finché a gestire la stessa palestra (senza scopo sociale ma di lucro) fosse l'estrema sinistra, stava bene a tutti, come è curiosa la recente richiesta dei locali da parte dei giovani del Pd.

Il ruolo della politica

Il municipio di Ostia è stato commissariato per mafia perché il presidente del Pd è stato arrestato a causa degli affari con le cooperative di #Mafia Capitale. Appare evidente che in questi ultimi anni, Nuova Ostia sia stata usata dal Pd, nel silenzio degli altri partiti, per distogliere l'attenzione da quello che accadeva proprio negli uffici del municipio. Una strategia portata avanti grazie alla complicità di giornalisti ed istituzioni che fanno sospettare che dietro alla criminalizzazione e all'isolamento del quartiere popolare ci sia un sistema molto articolato. L'unico movimento ad opporsi a tutto ciò (e finendo per essere criminalizzato anch'esso) è #casapound. Al fianco delle famiglie delle case Armellini, i "fascisti del terzo millennio" hanno organizzato raccolte alimentari, cortei, riqualificazioni e feste di piazza. Ed il risultato è arrivato: alle scorse comunali, in un seggio, CasaPound ha ottenuto addirittura l'8% (a Roma il risultato è stato l'1,2%). La campagna elettorale è vicina ed i residenti lanciano un monito: "state lontani da questo quartiere, siamo stanchi delle prese in giro".