Nuovamente alla ribalta un caso di cyberbullismo, una vera e propria piaga della scuola pubblica italiana. La vicenda risale a qualche anno fa ed ebbe come protagonista una ragazza sedicenne. E' il quotidiano 'Repubblica' (cronaca locale di Roma) a ricordare quanto avvenne all'uscita di un istituto scolastico situato nel quartiere Casilino, a metà novembre del 2013.

Ultime notizie scuola, venerdì 3 febbraio 2017: posta la foto della compagna, il padre la vendica

Il padre e la madre della ragazza erano lì fuori dalla #Scuola, ad aspettare un diciottenne e, appena individuato, gli rifilarono quattro ceffoni. Il ragazzo non ci pensò su due volte: andò dritto dritto dai Carabinieri per sporgere denuncia nei confronti della coppia.

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Il motivo dell'aggressione? Ebbene, la sedicenne confessò ai propri genitori che a scuola c'era un ragazzo che la chiama 'cagna', un appellativo affibbiatole dopo che sul telefonino, tramite WhatsApp, gli era arrivata una sua foto intima. Una confessione tra le lacrime, quella della ragazza, e i genitori, in preda ad un improvviso istinto vendicativo, pensarono di farsi 'giustizia da soli': una spedizione punitiva per dare una bella lezione a quel ragazzo.

Processo a carico dei genitori della ragazza: i compagni fecero circolare indiscriminatamente la foto intima

Il padre e la madre della ragazza, a distanza di oltre tre anni dal triste episodio, si sono ritrovati alla sbarra, quali imputati di lesioni. Durante il processo, sono emersi i particolari della torbida vicenda. La sedicenne avrebbe inviato una sua foto intima all'amica, la quale, a sua volta, l'ha spedita al compagno di banco del fidanzato.

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Nel giro di brevissimo tempo, l'immagine è diventata virale e, in pratica, la stragrande maggioranza degli studenti della quinta superiore avevano ricevuto via WhatsApp o Messanger quella foto incriminata. Ben presto, l'appellativo 'cagna' divenne il soprannome della ragazza e qualcuno si prese persino la briga di scriverlo su un muro vicino alla scuola. Ora si dovrà attendere il giudizio del Tribunale, in merito alla posizione dei due genitori che rischiano una condanna. #bullismo #Cronaca Roma