Inizia la sperimentazione BAMI (Bone marrow cells in Acute Myocardial Infarction) che prevede il coinvolgimento di 3000 pazienti di 11 paesi dell'Unione europea, tra questi, anche l'Italia. Lo studio finanziato dalla Commissione Europea ha lo scopo di ridurre per oltre la metà dei casi, le morti da infarto e gli scompensi cardiaci che ne susseguono.

Le cellule staminali

Per questo ambizioso obiettivo, la ricerca proverà a iniettare nel cuore le cellule staminali prelevate dal midollo osseo. Le staminali infatti, hanno il compito di rallentare il processo degenerativo che, dopo un infarto al miocardio, ha effetti irreparabili sul cuore sino ad indurre uno scompenso fatale. Il tentativo degli esperti è quello di riuscire a trasformare delle cellule comuni del tessuto cicatriziale (o fibroblasti) in colonie di cellule del cuore spingendole verso l'adozione dell'identità del muscolo cardiaco. Se questa grossa sperimentazione clinica darà segnali positivi, questa sfiderebbe la convinzione tradizionale che, una volta stabilitasi una cicatrice cardiaca sia permanente e che, una volta perso, il muscolo cardiaco sano non possa essere ripristinato.

Cause e prevenzione contro infarto al miocardio

La maggior parte degli infarti si verificano a causa dell'occlusione di una o più arterie coronarie da parte di un trombo (coagulo di sangue) che impedisce al sangue di trasportare l'ossigeno e le sostanze nutritive verso il cuore. I fattori che aumentano il rischio d'infarto sono l'età, sesso, predisposizione familiare, ipertensione, eccessivo colesterolo, scarsa o assente attività fisica, fumo e alcol.

Per ridurre le probabilità di ischemia acuta è consigliato seguire una dieta più sana, l'alimentazione deve inoltre essere ricca in fibre e povera in grassi con una diminuizione di carne rossa, latticini e derivati, ma sopratutto, uno stile di vita meno sedentario. La migliore scelta in questi casi è rivolgersi ad un dietologo e, di tanto in tanto, fare una visita medico sportiva.