Soffri di rinosinusite? Non sei il solo, i pazienti che soffrono di questa malattia sono davvero tanti in Italia, soprattutto in inverno. Questo tipo di infiammazione trae origine dai seni paranasali che sono delle cavità che si riempiono di aria, tali cavità si ritrovano all’interno del viso, attorno al naso.

A cosa servono i seni paranasali

I seni paranasali umidificano e riscaldano l’aria che respiriamo, il tono della nostra voce è condizionato dallo stato di queste formazioni, ci proteggono da eventuali traumi facciali, compresi gli sbalzi termici.

Perché ci si ammala?

A provocare la sinusite sono virus e batteri, questi ultimi in minor misura rispetto ai primi, per non contare i funghi che, sia pure raramente, colonizzano i seni paranasali.

A precedere l’infiammazione, sovente un raffreddore che stenta a risolversi, con la conseguenza che si assiste alla produzione eccessiva di muco, costringendo la persona affetta dalla malattia a soffiarsi il naso frequentemente, fatto quest’ultimo che concorre alla sensazione di fastidio e dolore al naso, al viso, accompagnato spesso da mal di testa e senso di spossatezza generale.

Oltre al naso chiuso, soprattutto nei bambini, si assiste a fuoriuscita di muco dal caratteristico color giallastro e sintomi ascrivibili ad un raffreddore continuo che può durare, nei casi più impegnativi, anche quattro mesi di fila. Se dopo questo lasso di tempo i sintomi non passano ci troviamo di fronte ad una rinosinusite cronica.

Altri sintomi, soprattutto al perdurare della situazione clinica, possono prendere il sopravvento. Fra questi, ricordiamo la tosse persistente a prevalenza notturna, l’alitosi, la febbricola, uno stato di malessere generale, qualche volta persino occhi gonfi e dolore nella regione mascellare, con mal di testa ricorrenti e, laddove la patologia dovesse assumere una forma più grave, anche la febbre può presentarsi, rendendo più gravosa al paziente la malattia.

Diagnosi e cura

La diagnosi è sempre affidata al medico di famiglia, che in base ai sintomi lamentati, prescrive una cura che riporta il paziente allo stato di normalità. Occasionalmente, quando i sintomi si associano tutti insieme e dopo le prime cure cui il paziente non ha riscontrato alcun sollievo, oggi si predilige sottoporre il malato alla TAC del viso, abbandonando invece la vecchia abitudine di ricorrere alla RX del cranio.

Soluzione fisiologica instillata nelle narici, utile per rimuovere gli ostacoli per la respirazione, spesso destinati essi stessi ad infettarsi, riproponendo i sintomi dell’infiammazione, e un antibiotico ad ampio spettro quando la malattia si esacerba, di norma rappresentano ottimi presidi per risolvere la malattia in breve tempo. Fra gli antibiotici più usati ritroviamo l’amoxicillina, che di norma dopo un ciclo completo di somministrazione risolve l’infiammazione. L’uso del cortisone, sotto controllo medico, può essere un valido aiuto quando il paziente presenta dolore o fastidio continuo. Il cortisone viene prescelto nella forma spray, ricordando che il farmaco agisce egregiamente come antinfiammatorio.

Anche la scelta da parte del medico di rivolgersi ai mucolitici, associati ai farmaci appena menzionati, risulta vincente, in quanto quest’ultimi preparati riducono la viscosità del muco in formazione e favoriscono la loro espettorazione. Rara l’esigenza per questa malattia di rivolgersi allo specialista.