Due medici saranno assunti all'ospedale San Camillo di Roma appositamente per praticare le interruzioni volontarie di gravidanza. I due ginecologi sono stati selezionati con un concorso che tra i requisiti di partecipazione ha chiesto di dichiarare di non essere obiettori di coscienza.

Medici: in servizio dal 1° marzo

Assunti a tempo indeterminato, i due medici dal 1° marzo presteranno servizio esclusivamente nel settore del Day Hospital e Day Surgery, per l’applicazione della #legge 194, ha spiegato la direzione sanitaria del San Camillo. Che ha sottolineato anche come il bando sia stato studiato per evitare che, una volta assunti, i medici possano esercitare l'obiezione di coscienza, pena il licenziamento.

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In realtà questo vincolo verrebbe applicato solo per i primi sei mesi del contratto, come ha affermato Fabrizio d'Alba, direttore generale del San Camillo, all'Adnkronos. Ma se dopo questo periodo qualcuno dei due dipendenti pubblici cambiasse idea, l'azienda sanitaria, vista la finalizzazione del bando, potrebbe comunque optare per la messa in mobilità o in esubero del medico. Naturalmente, all'annuncio del provvedimento dell'ospedale romano, tra i più grandi d'Italia, si sono scatenate subito mille polemiche.

Medici: i no di Lorenzin e della Cei

La ministra della #salute, Beatrice Lorenzin, ha confermato subito una posizione del tutto contraria alla decisione del nosocomio della capitale. Secondo #Lorenzin la legge 194 non prevede una selezione di questo genere; consente invece di attingere alla mobilità di altro personale con una richiesta alla Regione, qualora una struttura ospedaliera abbia la necessità di coprire il servizio in questione.

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Contro la scelta del San Camillo anche Don Carmine Arice, che nella Cei è il direttore dell'ufficio pastorale per la salute. Arice ha sostenuto infatti come la scelta dell'ospedale San Camillo snaturi l'impianto della 194, perché la legge non ha come obiettivo l'induzione all'aborto, ma la sua prevenzione. In più secondo il prelato, non si è rispettata la natura costituzionale del diritto all'obiezione di coscienza.

Medici: Zingaretti si difende

La posizione del governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, è altrettanto netta. La scelta, ha spiegato, è stata fatta proprio per tutelare l'applicazione della 194, che in caso contrario verrebbe disattesa proprio a causa dell'obiezione di coscienza. Il presidente della Regione ha poi sottolineato come si tratti di una sperimentazione per d alle donne quanto stabilito dalla 194, precisando come l'obiezione di coscienza sia garantita al 100%. Per rispettarla, ha detto all'Ansa, "è stato promosso un bando per 2 unità di personale su oltre 2.200 operatori del settore, in un servizio strettamente finalizzato a operare su richieste di interruzione di gravidanza".

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Al fianco del governatore del Lazio si è schierata Laura Garavini, dell’Ufficio di Presidenza del Gruppo Pd della Camera: “La Cei entra a gamba tesa nella sacrosanta attuazione della legge 194, che Zingaretti vuole garantire assumendo al San Camillo medici non obiettori". Insomma, il tema è molto delicato: le polemiche sono destinate a proseguire e probabilmente fioccheranno anche i ricorsi legali contro il provvedimento del San Camillo, che potrebbe fare da apripista ad altri concorsi del genere in tutto il paese.