Visto il crescente uso quotidiano di bevande energetiche che, soprattutto negli Stati Uniti, iniziano a destare qualche preoccupazione sugli effetti sulla #salute, dei ricercatori hanno effettuato uno studio su 18 giovani volontari sani. Ad un gruppo è stato fatto bere una bevanda energetica commerciale, contenente 320 mg di caffeina, mentre ad un secondo gruppo una bevanda a base di succhi di frutta contenente lo stessa quantità di caffeina ma senza zuccheri aggiunti. I risultati, pubblicati su JAHA, non lasciano dubbi: il gruppo che aveva bevuto la bevanda energetica aveva fatto registrare un aumento dell’intervallo QT.

Un aumento dell’intervallo QT e della pressione sistolica

Una precedente indagine, condotta negli Stati Uniti sul personale militare, aveva messo in evidenza che il 75% dei militari, soprattutto quando è in missione, beve bevande energetiche.

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E’ altresì noto (dati FDA) che la caffeina, fino a 400 mg, non ha alcun effetto aritmogenico. Ma cosa succede con le bevande energetiche dove la caffeina è addizionata a zuccheri e altre additivi?

Un team di ricercatori della David Grant Medical Center presso la Travis Air Force Base in California, ha voluto fare uno studio su questi drink energetici. In commercio ce ne sono oltre 500. Hanno selezionato 18 giovani volontari in buona salute, suddivisi in due gruppi. Al primo è stato fatto bere (946 ml) una bevanda energetica commerciale contenente 320mg di caffeina (e altri additivi come taurine, L-carnitine, e ginseng), addizionata di 108 g di zucchero. Il secondo gruppo ha bevuto una quantità equivalente di un drink composto dalla stessa quantità di caffeina, senza zuccheri aggiunti: questo drink conteneva succo di lime (40 ml) e sciroppo di ciliegia (140 ml), diluito in acqua gassata.

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Per 24 ore, tutti i volontari sono stati monitorati per i loro parametri emodinamici - elettrocardiogramma (ECG) e pressione sanguigna. Dopo due ore, il primo gruppo, quello che aveva bevuto il drink energetico, aveva fatto registrare un aumento dell’intervallo QT di 10 millisecondi (ms) rispetto al valore base. In entrambi i gruppi, dopo 2 ore, la pressione sistolica (quella alta) era aumentata di 4 unità mm ma solo in quello che aveva bevuto il drink energetico l’aumento permaneva anche dopo 6 ore. I risultati sono stati pubblicati su Journal of the American Heart Association, primo autore Emily A. Fletcher.

Si parte dal QT

In un elettrocardiogramma (ECG), il QT misura il tempo necessario al miocardio ventricolare di compiere un ciclo completo (depolarizzazione e ripolarizzazione). Questo valore diminuisce con l’aumentare della frequenza cardiaca e viceversa. Se il QT aumenta oltre i 500 ms si interviene farmacologicamente. Alcuni farmaci possono influenzare (aumentare) questo parametro per questo, prima di essere approvati, i nuovi farmaci vengono valutati per il loro effetto sull’intervallo QT.

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Alcuni farmaci, come il cisapride, sono stati ritirati dal commercio perché aumentavano il QT. Un aumento di questo intervallo è considerato un fattore di rischio, soprattutto per coloro che soffrono di ipertensione o di patologie cardiache.

Se consideriamo che i principali consumatori delle bevande energetiche sono giovani adulti, soggetti che sempre di più devono ricorrere alle cure mediche per problemi cardiocircolatori, allora il consumo di queste bevande dovrebbe essere valutato con molta ponderazione.

Sebbene questo studio sia stato condotto su pochi volontari, i risultati emersi sono da considerarsi assolutamente evidenti. Per escludere anche un effetto casuale, i volontari che hanno partecipato al test, dopo sei giorni sono stati riconvocati e sottoposti nuovamente al test ma a ruoli invertiti: a quelli che inizialmente avevano preso il drink energetico è stato dato il drink di caffeina e succo di frutta, e viceversa. Gli effetti osservati sono stati del tutto sovrapponibili alle osservazioni iniziali. In ogni caso, chi beveva il drink energetico faceva registrare un ipertensione prolungata e aumento dell’intervallo QT. Valutati singolarmente, taurine, L-carnitine e ginseng, non sembrano responsabili di questi effetti emodinamici. #alimentazione #Benessere