Durvalumab, nome commerciale Imfinzi, è un immunoterapico anticancro, sviluppato da Medimmune/AstraZeneca. Si tratta di un anticorpo monoclonale umano che blocca le interazioni tra il ligando della proteina della morte programmata, PD-L1 (programmed cell death ligand 1), e le molecole PD-1 e CD80. Per ora è stato approvato per il trattamento delle forme recidivanti e avanzate di #tumori alla vescica ma potrebbe divenire un blockbuster per la cura di diverse forme tumorali come quelli al pancreas e allo stomaco.

Può essere utile dopo un trattamento chemioterapico

Un paziente con un tumore uroteliale della vescica, negli ultimi 30 anni è normalmente sottoposto ad un trattamento chemioterapico a base di platino.

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Nei casi in cui questo trattamento risultasse non sufficiente o del tutto inefficace, oggi non si dispone di molte altre opzioni terapeutiche. Durvalumab si inserisce proprio in questo ambito risultando efficace nei casi di progressione di malattia durante o dopo una chemioterapia.

La multinazionale farmaceutica che commercializzerà questo farmaco, ora lo sta registrando negli Stati Uniti mentre prima di fare richiesta di registrazione in Europa, all’EMA, devono essere effettuati altri studi clinici di Fase IIIb.

Per un periodo lo sviluppo di questo farmaco era stato bloccato perché, nei pazienti arruolati per la sperimentazione clinica, erano stati segnalati dei casi di sanguinamento. Lo scorso anno è arrivato l’ok a procedere con gli studi ed ora è arrivata l’approvazione. Il farmaco potrà essere somministrato come farmaco di prima linea, come neoadiuvante nei pazienti che nonostante la chemioterapia con cisplatino, vedono il tumore continuare a progredire ma, anche, come adiuvante, dopo l’intervento chirurgico.

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In combinazione con l’anticorpo monoclonale anti CTLA-4, tremelimumab, in studi clinici di Fase III, Durvalumab è anche studiato nel tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC) e nel tumore squamoso della testa e del collo (HNSCC). Mentre in studi clinici di Fase II viene valutato nel carcinoma gastrico, nel carcinoma pancreatico, nel carcinoma epatocellulare (HCC) e nei tumori ematologici.

Tumore alla vescica

Durvalumab è stato quindi approvato nelle forme avanzate del carcinoma uroteliale, un tumore che si sviluppa nelle cellule del rivestimento della vescica (urotelio), ed è il tipo più comune di tumore vescicale (oltre il 90% dei casi di carcinoma della vescica nel mondo). L’adenocarcinoma e il carcinoma squamoso primitivo sono le altre due forme di tumore alla vescica ma con una incidenza limitata.

La sopravvivenza a questi tumori in Italia, dopo cinque anni, raggiunge quasi l’80% dei casi. E’ importante comunque arrivare il prima possibile alla diagnosi, così una serie di sintomi possono rappresentare un importante campanello di allarme.

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Tra questi ricordiamo presenza di sangue o coaguli nelle urine, svuotamento anomalo della vescica o difficoltà ad urinare. In presenza di uno o più di questi sintomi bisogna andare immediatamente da uno specialista per gli esami di rito.

Ad esser colpiti sono più gli uomini delle donne: in Italia su 20mila nuovi casi l’anno, 16mila sono maschi. Normalmente dopo i 65 anni. Fumo di sigaretta, dieta di grassi e predisposizione genetica sono gli elementi che possono favorire l’insorgenza di un tumore alla vescica. Possono anche incidere alcuni lavori che portano ad una esposizione a sostanze particolarmente tossiche (ammine aromatiche e nitrosamine) o l’essersi sottoposti a frequenti radiografie nella zona pelvica, o aver preso alcuni #Farmaci come la ciclofosfamide.

Come sempre, prevenzione – smettere di fumare, attività fisica, dieta mediterranea, protezione da possibili agenti inquinanti – e diagnosi precoce sono le linee guida che possono fare la differenza. #salute